Van Gogh tra il grano e il cielo, al cinema il documentario che racconta l’artista oltre il mito

La mostra Van Gogh tra il grano e il cielo arriva al cinema, il 9, 10 e 11 aprile, con un documentario poetico, che sbircia nell’intimo del grande pittore olandese, attraverso uno sguardo nuovo.

https://youtu.be/7IPYqS0d23s Si è sicuramente già scritto e raccontato moltissimo su Vincent Van Gogh. Eppure, sulla sua storia, la sua vita interiore e la sua arte resta ancora tanto da dire. Lo dimostra il documentario Van Gogh tra il grano e il cielo, prodotto (per il ciclo de La grande arte al cinema) da 3D Produzioni e Nexo Digital e in arrivo al cinema solo il 9, 10 e 11 aprile. Uno sguardo poetico, mosso a cogliere l’intimità di questo grande artista, andando oltre gli stereotipi legati alla sua figura e colto attraverso una prospettiva nuova: quella di Helene Kröller-Müller, la donna che contribuì in modo significativo a determinare la fortuna di Van Gogh dopo la sua morte.

Van Gogh tra il grano e il cielo: la trama del documentario

A fornire l’ispirazione per questo nuovo documentario dedicato al pittore olandese è stata la mostra da cui il film ha preso anche il titolo, Van Gogh tra il grano e il cielo (7 ottobre 2017 – 8 aprile 2018), allestita nella meravigliosa basilica Palladiana di Vicenza e curata da Marco Goldin. Con 120 opere e alcune delle centinaia di lettere scritte del pittore, l’esposizione ha ripercorso i principali periodi artistici dell’attività di Van Gogh, che fu tanto intensa e prolifica quanto breve: durò, infatti, appena dieci anni (1880-1890). Come nella mostra, anche il film ci accompagna lungo le tappe della ricerca artistica e spirituale del pittore, scandite dai suoi spostamenti geografici tra l’Olanda, dove Van Gogh si concentrò sulle scene di vita contadina, e la Francia, dove il pittore maturò a poco a poco lo stile che ci è più noto. Un percorso che il documentario approfondisce con cura, grazie all’intervento di esperti e storici dell’arte. Ma non solo. “La regia e la sceneggiatura qui riescono a entrare in modo meraviglioso nell’anima dell’artista”, ha commentato Goldin nel corso della conferenza stampa milanese del film, “Questa è la mia quinta mostra dedicata a Van Gogh, eppure ho capito che c’è e ci sarà ancora tanto da dire su di lui e che si potranno fare ancora molti film”. Lontano “dall’idea del Van Gogh pazzo e dal mito neoromantico”,  l’approccio del film – e della mostra – è quello di “aprire una porta cigolante per scoprire, quasi nel segreto, questo straordinario personaggio, prendendolo dalla parte dell’anima, attraverso immagini parole e musica”. Un approccio confermato anche dal regista Giovanni Piscaglia e dallo sceneggiatore Matteo Moneta. “Io ho cercato, attraverso il mito e la leggenda di Van Gogh, di ricollegarmi psicologicamente e sentimentalmente a lui”, ha spiegato Piscaglia, “In particolare mi sono concentrato sul suo sguardo, andando nei luoghi che gli sono stati cari e in cui lui ha vissuto, proprio per vedere che cosa poteva avergli suscitato le rivelazioni che poi ha fermato sulla tela”.

Il Kröller-Müller Museum, una delle principali location del film Van Gogh tra il grano e il cielo
Le riprese del film Van Gogh tra il grano e il cielo ad Otterlo presso il Kröller-Müller Museum, dove sono conservate le opere collezionate da Helene Kröller-Müller © Nexo Digital

Helene Kröller-Müller: la donna che scoprì Van Gogh

In questo viaggio nei luoghi della vita artistica di Van Gogh la chiave narrativa è offerta dallo sguardo di una donna, che non conobbe mai il pittore in vita, ma la cui intuizione sul valore della sua opera risultò determinante nel costruirne la fama postuma. Si tratta di Helene Kröller-Müller (1869-1939), una delle donne più ricche dell’Olanda del suo tempo, figlia di industriali tedeschi e trasferitasi nei Paesi Bassi al seguito del marito, Anton Kröller, da cui ebbe quattro figli. Il suo amore per l’arte la portò sulle orme di Van Gogh, del quale approfondì opera e pensiero grazie anche al ricchissimo epistolario del pittore, di cui sono conservate ben 927 lettere. Un patrimonio di elevata qualità letteraria, in cui Van Gogh, rivolgendosi quasi sempre al fratello Theo, esprime le sue riflessioni più intime, rivelando la propria incessante ricerca metafisica, declinata e perseguita proprio attraverso l’arte. Con il pittore Helene condivideva un forte tormento interiore e una tensione religiosa verso l’assoluto. A legarla a lui, dunque, una profondissima sintonia spirituale, che sfociò in una sorta di venerazione. Negli anni Helene collezionò quasi 300 delle sue opere, tra dipinti e disegni, maturando il desiderio di fondare un museo, dove poterli mostrare e, quindi, condividere col pubblico. Il documentario racconta anche questa vicenda e ci porta proprio nelle sale del Kröller-Müller di Otterlo, nell’Olanda Sud Orientale (a un’ora di macchina da Amsterdam). Un luogo immerso nel verde del parco nazionale dell’Hoge Veluwe, una vastissima riserva naturale un tempo appartenuta al marito di Helene. All’interno del museo le telecamere ci conducono anche nell’atelier di restauro e conservazione, mostrandoci gli esperti impegnati nel delicato lavoro sulle opere di Van Gogh, scelte e destinate proprio alla mostra di Vicenza.

Valeria Bruni Tedeschi Van Gogh tra il grano e il cielo
Valeria Bruni Tedeschi durante le riprese del film Van Gogh tra il grano e il cielo, nella chiesa di Notre Dame de l’Assomption a Auvers-sur-Oise. © Nexo Digital

Valeria Bruni Tedeschi dà voce al tormento di Helene Kröller-Müller 

Voce e volto che accompagnano con trasporto il racconto sono quelli dell’attrice Valeria Bruni Tedeschi, ripresa ad Auvers Sur Oise, all’interno della chiesa che Van Gogh dipinse qualche settimana prima di suicidarsi, sparandosi al petto in un campo poco distante. “Io credo nel valore della presenza di attori di spessore in questi documentari”, ha spiegato la produttrice Didi Gnocchi, che con la sua 3D Produzioni ha realizzato, insieme a Nexo, anche il recente Hitler contro Picasso, “In quel caso abbiamo voluto Toni Servillo e anche qui la scelta di Valeria Bruni Tedeschi è stata piuttosto naturale. Partendo da un personaggio tormentato come Helene Kröller-Müller ci sembrava che lei, con la sua inquietudine caratteriale, potesse ben rappresentare questa parte del racconto”. Ad armonizzare tutta la storia c’è anche la colonna sonora firmata dal pianista e compositore Remo Anzovino, già autore delle musiche di Hitler contro Picasso. “Non è consueto che alla musica venga data così tanta importanza fin dalla scrittura”, ha ammesso Anzovino a margine dell’anteprima stampa del film, dove, seduto al pianoforte si è esibito con i temi dedicati nel film ad Helene e a Vincent. “Da compositore questa è una grande opportunità e questo è sempre merito di chi lo spazio te lo dà.”

Remo Anzovino anteprima Van Gogh tra il grano e il cielo
Remo Anzovino, compositore della colonna sonora di Van Gogh tra il grano e il cielo, si esibisce al piano durante l’anteprima milanese del film © Alice Zampa

Nexo Digital: distribuzione da blockbuster per Van Gogh tra il grano e il cielo

Dopo i grandi successi del docufilm del 2015 Van Gogh – Un nuovo modo di vedere, realizzato in occasione dei 125 anni dalla morte, e del film animato Loving Vincent, distribuito con risultati record lo scorso anno, Nexo Digital si affida nuovamente al pittore olandese. E a buon motivo. “Noi ascoltiamo il pubblico e il pubblico ci dice che ha il desiderio di film come questo”, ha spiegato Franco Di Sarro, ad di Nexo Digital. “In Italia Van Gogh tra il grano e il cielo debutterà il 9, 10 e 11 aprile, con una distribuzione da blockbuster di 330 sale. Poi il film sarà distribuito in altri 50 Paesi”. Un’anteprima mondiale di grande prestigio e che, a quanto anticipato da Di Sarro, sarà preludio di altre produzioni di questo genere. In attesa di scoprire di più, l’appuntamento è al cinema con Van Gogh tra il grano e il cielo.

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