“Visualizzazione”, il dialogo con l’inconscio

Un prezioso strumento di dialogo e interazione con il proprio inconscio. Sempre più persone fanno riferimento a tecniche di rilassamento guidato

L’immagine è un mezzo di comunicazione privilegiato con il
vasto bacino dell’inconscio. L’immaginazione è quindi
l’interprete più efficace per dialogare con le
profondità della persona; ha la capacità di
trasformare il proprio vissuto in mito, di creare storie
ed eventi che rappresentano pittoricamente la realtà
interiore
.

La visualizzazione, meglio nota come “visualizzazione guidata”
è un esercizio di
meditazione
in cui, dopo la conduzione di un breve
rilassamento, vengono lasciate emergere delle immagini in relazione
a un determinato stimolo, oppure vengono indotte delle immagini che
il soggetto sviluppa autonomamente. L’immaginazione, infatti,
comunica in due direzioni, riceve e trasmette.

Si può evocare un’immagine che rappresenti il momento – o
una difficoltà – che si sta attraversando, utilizzando poi
il simbolo emerso come traccia per cogliere aspetti, che altrimenti
rimarrebbero oscuri, della situazione. O si possono immaginare
scene dinamiche che evochino a loro volta immagini rivelatrici dei
processi interiori in atto o, addirittura, che li stimolino.

Classici motivi con cui vengono guidate le visualizzazioni, presi
soprattutto dalla Psicosintesi
di Roberto Assagioli, sono la salita sulla
montagna
e l’incontro con una persona saggia in attesa
sulla cima, il ricevimento di un pacco dono e l’apertura di
quest’ultimo, l’identificazione con un albero nelle sue diverse
fasi di crescita, o con una rosa nel suo aprirsi progressivo,
l’immaginazione di una villa abbandonata di cui ci si prende cura e
che viene a poco a poco restaurata sino a ritrovare il suo
splendore, l’incontro con la propria immagine di quando si era
bambini, un viaggio oltre i limiti del sistema solare,
l’esplorazione di un castello in cui si incontrano diverse immagini
di sé riflesse nello specchio, e così via.

E’ una tecnica su cui esiste una buona bibliografia, molto usata in
psicologia
umanistica
e nel counseling
che, però, va utilizzata sugli altri solo dopo averne una
discreta esperienza personale. Infatti ha delle precise controindicazioni:
non va utilizzata con soggetti che non abbiano già una salda
percezione dell’io, quindi in casi di sospetta psicosi, e neppure
con coloro che già fanno ampio uso dell’immaginazione e la
usano quindi più come fuga dalla realtà che come
strumento per conoscerla più a fondo.

In tutte le altre situazioni, e per tutti coloro che sono alla
ricerca di una più profonda comprensione di
e vogliono imparare ad utilizzare nuovi
strument
i di dialogo con le forze del proprio
subconscio e inconscio, è invece uno strumento efficace, che
attiva il potere risanatore insito non solo nei simboli, ma nella
psiche stessa delle persone, capace di fornire sempre il messaggio
più adatto a ogni situazione.

Marcella Danon

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