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WTO e OGM: l’Egitto sceglie l’Europa

Cibo transgenico, gli Usa ricorrono al WTO per obbligare l’Europa a importarlo: ma la loro coalizione si sgretola

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WTO e OGM: l’Egitto sceglie l’Europa

Il divieto dell’Unione Europea all’importazione di prodotti
agricoli geneticamente modificati (Ogm) ha riaperto di colpo un
fronte di tensione con gli Stati Uniti. Sembrano i primi segnali di
una disputa commerciale che sta per scoppiare proprio mentre si
cerca di ricucire le lacerazioni diplomatiche sull’Iraq.

La fiducia dei cittadini europei verso gli Ogm è così
bassa che il dibattito ha rilanciato l’alimentazione biologica e la
garanzia “niente Ogm” è finita per diventare un forte
argomento di vendita, pubblicizzato in etichetta.

Invece Washington, contraddicendo le proprie posizioni
del febbraio scorso
, decide di andare fino in fondo, ricorrendo
al giudizio della World Trade Organization per obbligare l’Europa a
far cessare l'”embargo”, la moratoria che ha finora ridotto al
minimo l’arrivo, sulle nostre tavole, di cibo trangenico.

Gli ufficiali del commercio Usa poi avevano annunciato l’intento di
costruire una
sorta di “coalizione mondiale”
contro l’Europa.

Ma è di oggi la notizia che questo tentativo perde consensi
ancor prima di partire. L’Egitto ha ritirato il sostegno al ricorso
(a cui aderiscono invece Argentina e Canada, paesi produttori di
Ogm). L’ambasciatore egiziano esprime le motivazioni in una lettera
del 27 maggio all’Unione Europea: “il governo è conscio
dell’esigenza di garantire un’adeguata tutela dei consumatori e
dell’ambiente”.

La decisione egiziana lascia presagire che il prossimo vertice che
si terrà a Cancun, in Messico, dal 10 al 14 settembre
prossimi, potrebbe trasformarsi in un “tutti contro tutti” che
renderà impossibile ogni accordo.

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