Veterinaria

Zecche e cani, le malattie e i rimedi per contrastarle

L’estate porta con sé un pericolo per i nostri cani: le zecche. Ecco le malattie che possono causare e i metodi naturali per contrastarle.

Le zecche sono uno dei pericoli maggiori per la salute dei nostri amici a quattro zampe durante il periodo estivo. Oltre a costituire un problema locale e, quindi, a procurare al cane infiammazione e irritazione cutanea, le zecche possono anche trasmettere con il loro morso delle temibili malattie in grado di pregiudicarne benessere e salute.

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zecca
Una zecca: uno dei più temibili parassiti del cane © Ingimage

Zecche e malattie trasmesse ai cani

Le zecche, come le pulci,  sono parassiti esterni degli animali che possono determinare nel soggetto colpito una serie di problemi più o meno gravi. Le uova, generate dall’accoppiamento degli adulti,  rimangono attaccate al pelo del quattrozampe fino all’apertura e alla nascita del nuovo parassita. Le zecche possono vivere anche al sotto di 10/12 gradi e al di sopra dei 25/30 gradi e sono in grado di rimanere diverso tempo senza cibarsi. Si tratta perciò di parassiti molto resistenti e tenaci, spesso gravemente pregiudizievoli per la salute degli animali. Abbiamo chiesto al dottor Luigi Venco, medico veterinario, specializzato in parassitologia e parassitologia clinica del team di esperti MyLav quali malattie possono essere trasmesse dalle zecche ai cani.

Tra le malattie più frequenti e di maggior rilievo causate da questi parassiti troviamo l’Ehrlichiosi (Ehrlichia canis), l’Anaplasmosi (Anaplasma phagocytophilum, Anaplasma platys) e la Babesiosi. Nel caso di Ehrlichia e Anaplasma parliamo di batteri intracellulari della famiglia delle Rickettsiacee che determinano  quadri acuti o sub acuti caratterizzati da febbre, ingrossamento dei linfonodi, qualche volta epistassi (cioè sangue dal naso) con alterazioni gravi della componente cellulare ematica e delle sieroproteine. La diagnosi si basa inizialmente sulla ricerca dei titoli anticorpali positivi per questi patogeni. In caso di positività, è necessaria la ricerca diretta dei batteri (tramite esame citologico o PCR) per verificare che l’infezione sia realmente in atto e che la positività anticorpale non sia imputabile a un pregresso contatto. Babesia è invece un protozoo che si localizza all’interno dei globuli rossi determinandone la distruzione con conseguente anemia, urine pigmentate per la presenza di emoglobina e spesso febbre. La diagnosi, in questo caso, si basa sulla comparsa del protozoo all’interno dei globuli rossi attraverso un esame microscopico. Nel caso di Ehrlichia e Anaplasma è efficace una terapia antibiotica specifica così come per Babesia, per la quale è indicata anche una cura con farmaci antiprozotoaria che può essere associata a terapie di supporto. Per proteggere il cane da tutte queste malattie è fondamentale una protezione nei confronti delle zecche con antiparassitari ad azione topica o sistemica. Il tutto deve garantire la morte della zecca qualora entrasse in contatto col cane entro 8-12 ore, tempo minimo necessario al parassita per trasmettere patologie.

Queste malattie possono essere trasmesse dal cane all’uomo?
Il cane non ha nessun ruolo nella trasmissione all’uomo di malattie da zecche, se non quello di eventuale “sentinella” per presenza di agenti patogeni nell’area frequentata dall’animale e dal proprietario come nel caso della Febbre Mediterranea o della Malattia di Lyme. Gli uomini, in particolare negli ambienti silvestri frequentati da ungulati selvatici (caprioli, cervi),  dovrebbero sempre indossare stivali alti e ispezionarsi al termine della passeggiata per rilevare la presenza di zecche  che non inducono mai solletico o dolore e quindi possono passare inosservate. Se si riscontra la presenza di una zecca è buona norma staccarla con una pinzetta sottile e conservarla in soluzione alcoolica (70 per cento) per poter eseguire la ricerca di eventuali patogeni in essa contenuti, nel caso il medico curante lo ritenesse opportuno.

cane con zecca
Un cane con una zecca sul muso © Ingimage

La protezione che arriva dalla natura

Dalla natura arrivano dei rimedi che possono aiutare i nostri amici a quattro zampe a far fronte all’attacco delle zecche durante la stagione estiva. “L’uso di spray naturali può essere  un valido aiuto per potenziare l’azione dell’antiparassitario a base di sostanze chimiche. Ottimo l’olio di Neem, per esempio,  che ha anche un’azione protettiva ed emolliente nei confronti della cute”, dice la veterinaria Anna Maria Ubbiali. L’olio di Neem è un antichissimo insetticida naturale efficace nella lotta agli insetti che non ne sopportano l’odore. “Le applicazioni vanno ripetute ogni 2 o 3 giorni in caso di infestazione. Come preventivo può essere usato una volta alla settimana. Sul pelo si può adoperare anche spray alla citronella e al geranio o a base di olio essenziale di lavanda, menta o eucalipto”, aggiunge la dottoressa Laura Cutullo, medico veterinario.

È bene ricordare anche che, se l’asportazione della zecca dalla cute, lascia un’infiammazione locale, un impacco alla calendula può essere utilissimo per contrastare irritazione e dolore. Per combattere le zecche uno dei rimedi naturali più efficaci è comunque la camomilla. Si può preparare un infuso con i fiori (o utilizzarne una bustina già pronta), per poi passarlo, appena intiepidito, sulla pelle del cane con dell’ovatta insistendo soprattutto sulle zone critiche (interno delle orecchie, inguine, collo). Dopo questo trattamento i parassiti inizieranno a “fuggire” dall’animale ospite. In seguito si può anche disinfettare con lo stesso preparato la casa, insistendo sugli angoli di porte e pareti, divani e poltrone, tutte zone dove le zecche si annidano volentieri.

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