Dalle Langhe alla Calabria, dal Delta del Po alle colline toscane: le esperienze premiate da Cia creano comunità e opportunità nelle aree rurali.
Il Marocco punta sul sole con cinque nuovi impianti solari che saranno costruiti entro il 2020. L’obiettivo: da un lato ovviare alla scarsità di petrolio e incrementare la propria produzione di energia da fonti rinnovabili del 42 per cento entro la fine del decennio, dall’altro esportare questa energia verso la vicina Europa. Il
Il Marocco punta sul sole con cinque nuovi impianti solari che saranno costruiti entro il 2020.
L’obiettivo: da un lato ovviare alla scarsità di petrolio e incrementare la propria produzione di energia da fonti rinnovabili del 42 per cento entro la fine del decennio, dall’altro esportare questa energia verso la vicina Europa.
Il primo impianto fotovoltaico, “Nour 1”, costato oltre 900 milioni di dollari, sarà attivo già dal 2015 e sarà situato nella città meridionale di Ouarzazate, nella valle del Dadès, all’incrocio della valle del Draa (nella zona centrale del Marocco) a ridosso del deserto sabbioso del Sahara.
La potenza totale delle cinque strutture che saranno installate nei prossimi sei anni sarà di 2.000 megawatt a fronte di un investimento complessivo di 9 miliardi di dollari. Il progetto è cofinanziato dalla Banca Mondiale, dalla Banca Africana di Sviluppo e dalla Banca europea per gli investimenti.
A detta di Mustapha Bakkoury, il capo dell’Agenzia dell’energia solare del Marocco (MASEN) che ha annunciato la costruzione, alla potenza del sole si aggiungerà presto anche quella del vento. Per raggiungere l’incremento di produzione è infatti prevista una pianificazione, nel prossimo futuro, di una serie di parchi eolici da erigere lungo la costa atlantica.
Siamo anche su WhatsApp. Segui il canale ufficiale LifeGate per restare aggiornata, aggiornato sulle ultime notizie e sulle nostre attività.
![]()
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
Dalle Langhe alla Calabria, dal Delta del Po alle colline toscane: le esperienze premiate da Cia creano comunità e opportunità nelle aree rurali.
Nel 2025 persi 102 km2 di territorio naturale, oltre tre metri quadrati al secondo. Ma secondo Ispra ce ne sono anche 2.100 pronti per essere recuperati.
La Cop17 si è chiusa con un accordo per accelerare la protezione della natura e un rapporto che mostra i progressi di ripristino, ma i finanziamenti restano insufficienti.
Le elezioni di metà mandato del 3 novembre hanno disegnato un Congresso totalmente nuovo. E valorizzato comunità storicamente poco rappresentate.
I giudici hanno disposto lo spegnimento dell’impianto, che ha causato centinaia di vittime negli anni. Rimane il tema del lavoro e della riconversione.
Nel 2025 macellati circa 23mila esemplari, ma i cittadini li considerano sempre più animali d’affezione. Ecco due proposte di legge per dire basta.
Forestami, progetto di forestazione urbana nella Città metropolitana di Milano, ha ricevuto alla Cop17 il premio World restoration flagship delle Nazioni Unite, che riconosce progetti impegnati nel recupero di aree ecologicamente degradate.
Salgono a 5 le Regioni che hanno approvato un provvedimento sul suicidio assistito, nell’attesa che il Parlamento ne vari una a livello nazionale.
Per colmare il divario con i target Ue sulle batterie esauste, parte una campagna di comunicazione di Erion Energy tra gironi danteschi e dialetti locali.