CO2 in calo in Italia e nell’Unione europea

Nel 2013 le emissioni di CO2 dovute al consumo di energia sono calate del 2,5 per cento nei 28 paesi dell’Unione europea rispetto all’anno precedente, quando erano già calate dell’1,6 per cento. Sono i primi dati di Eurostat che ha individuato nel buon risultato un miglioramento dell’efficienza energetica e un calo dell’utilizzo di combustibili fossili.

Nel 2013 le emissioni di CO2 dovute al consumo di energia sono calate del 2,5 per cento nei 28 paesi dell’Unione europea rispetto all’anno precedente, quando erano già calate dell’1,6 per cento. Sono i primi dati di Eurostat che ha individuato nel buon risultato un miglioramento dell’efficienza energetica e un calo dell’utilizzo di combustibili fossili. Il rapporto fa comunque notare la questione delle importazioni di energia.

 

Molti paesi infatti dipendono dall’energia prodotta fuori dai confini dell’Ue. Questo significa che, anche se nel paese importatore non viene prodotta CO2, nei paesi che producono ed esportano energia, le emissioni che causano il riscaldamento globale non diminuiscono.

 

grafico

 

L’Italia è il quarto paese in Europa per emissioni di CO2 nel 2013 con 342 milioni di tonnellate, in calo del 6,6 per cento rispetto all’anno precedente. La Germania è al primo posto con 760 milioni di tonnellate (in aumento del 2 per cento). La classifica dei primi sette per emissioni di gas serra:

 

  1. Germania, 760 mln di tonnellate di CO2 (+2%)
  2. Regno Unito, 455 mln (-2,4%)
  3. Francia, 346 mln (+0,6%)
  4. Italia, 342 mln (-6,6%)
  5. Polonia, 290 mln (+0,3%)
  6. Spagna, 224 mln (-12,6%)
  7. Paesi Bassi, 162 mln (-0,3%)

 

Questi paesi hanno totalizzato circa il 77 per cento delle emissioni totali prodotte nel 2013 dai 28 paesi dell’Unione europea.

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