La nuova stima di popolazione di orso bruno marsicano indica 81 esemplari, con una presenza anche fuori dal suo areale storico del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.
Il Giappone ha annunciato la ripresa della caccia ai cetacei nell’Antartico per “scopi scientifici”. Nei prossimi dodici anni saranno uccise circa 4mila balenottere.
Riparte, ancora una volta, la sfida del Giappone al resto del mondo. Dopo un anno di stop è infatti salpata il primo dicembre la prima flotta giapponese diretta in Antartide, a caccia di balene. La caccia si protrarrà fino ai primi di marzo e vedrà impegnate quattro baleniere.
In risposta alle proteste scatenate dalla nuova campagna, Tokyo ha dichiarato di aver ridotto di due terzi il numero di balene da uccidere, saranno “solo” 333 i cetacei vittime degli arpioni giapponesi. Il paese nipponico, unico insieme a Islanda, Norvegia e Isole Faroer a non aver sospeso la caccia ai cetacei, ha deliberatamente ignorato il divieto di caccia emesso dalla Corte internazionale di giustizia.
Il divieto è arrivato in seguito alla denuncia dell’Australia che ha accusato il Giappone di cacciare in una zona economica esclusiva dell’Australia, che si estende per 200 miglia nautiche dal territorio antartico australiano. La caccia commerciale alle balene, secondo una moratoria emessa dalla Commissione baleniera internazionale (Iwc), è illegale dal 1986, il Giappone si è però appigliato all’unica scappatoia possibile per continuare la mattanza di balene, ovvero la caccia per scopi scientifici.
Nel 2014 però la Corte internazionale di giustizia ha stabilito che la caccia aveva finalità commerciali e non scientifiche, revocando quindi l’autorizzazione al Giappone. La decisione di riprendere la caccia, oltre che immorale, è quindi illegale. “Non accettiamo in nessun modo il concetto di uccidere balene per la cosiddetta ricerca scientifica – ha dichiarato Greg Hunt, ministro dell’Ambiente australiano – il Giappone non può decidere unilateralmente”.
Per supportare l’iniziativa il Giappone ha consegnato alla Iwc un programma di ricerca della durata di dodici anni, lasso di tempo in cui verranno uccise circa quattromila balene, impegnandosi a pubblicare i risultati delle ricerche. La Iwc ha però ribadito l’inconsistenza scientifica del programma giapponese, non autorizzando la caccia.
Per tutta risposta il governo giapponese, che in precedenza non aveva riconosciuto la sovranità dell’Australia sulle acque dell’Antartico, ha annunciato alle Nazioni Unite che non accetterà né la giurisdizione della Corte internazionale di giustizia né alcuna intromissione sull’uso delle risorse marine.
Nick McKim, senatore dei Verdi australiani, ha chiesto che la questione venga portata all’attenzione del vertice sul clima in corso a Parigi. “È passato il tempo delle parole, è tempo di azione – ha dichiarato McKim – è per questo che bisogna sorvegliare le baleniere e raccogliere prove contro il Giappone per future cause in tribunale”.
Siamo anche su WhatsApp. Segui il canale ufficiale LifeGate per restare aggiornata, aggiornato sulle ultime notizie e sulle nostre attività.
![]()
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
La nuova stima di popolazione di orso bruno marsicano indica 81 esemplari, con una presenza anche fuori dal suo areale storico del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.
La stagione venatoria è partita in anticipo in 16 Regioni mentre la Camera riprende l’esame del ddl definito “spara-tutto” dalle associazioni.
La Costituzione dice che la scuola è gratuita, ma il prezzo di libri e corredo resta sulle spalle delle famiglie.
Sono stati annunciati i cinque progetti finalisti dell’European Prize for Urban Public Space. Vediamo quali sono.
Una nuova analisi dimostra che i combattimenti tra cani sono ancora diffusi in Italia. Alcuni interventi legislativi e una guida per i cittadini mirano a contrastare il fenomeno
Dal Vaticano arriva un nuovo slancio ecologista, che sposta la difesa della Terra sul piano morale: salvare l’ambiente è salvare anche l’opera di Dio.
Dietro la piena del Bhote Koshi e le numerose vittime, c’è un territorio che perde i suoi ghiacciai a un ritmo sempre più veloce e imprevedibile.
La polizia di Hong Kong ha arrestato cinque persone che lavoravano in due librerie indipendenti invocando la “sicurezza nazionale”. Prima era toccato ad altre librerie.
I dati diffusi dal Brazilian climate observatory parlano di un calo del 36 per cento della deforestazione tra agosto 2025 e luglio 2026.


