Alle piante medicinali e aromatiche, da cui dipendono i nostri sistemi alimentari, medicinali e culturali, è dedicata la Giornata mondiale della natura selvatica 2026.
Si chiama Pebble Mine il progetto minerario che, in Alaska, potrebbe stravolgere un territorio abitato da migliaia di orsi.
La Penisola d’Alaska è un lembo di terra che si estende per 800 chilometri nel sud-ovest dell’omonimo stato federale americano, dividendo da una parte l’oceano Pacifico e, dall’altra, la baia di Bristol. Impervia e montagnosa nella porzione settentrionale, l’area è invece più piatta e dolce a sud. Una terra che rappresenta la casa per migliaia di orsi.
About 1/3 of Alaska’s 30,000 brown bears are on the Alaska Peninsula—”the controversial Pebble Mine, a proposed open-pit gold and copper mine that is planned for the headwaters of the Bristol Bay watershed” would impact habitat for sockeye salmon & bearshttps://t.co/gYAuZ1iwod
— Sara Laughter (@GreenAwakening) May 22, 2020
Per comprendere quanto adatto sia l’habitat locale per tali animali, basti pensare che circa un terzo dei 30mila esemplari presenti in Alaska vive proprio nella penisola. Che possono sfruttare l’abbondanza di cibo, anche grazie ai bacini idrici al momento del disgelo, dopo il periodo di letargo.
Un luogo quasi incontaminato, che però oggi risulta minacciato. Ad incombere sulla vita degli orsi è la Pebble Mine, una miniera che si progetta di aprire, al fine di estrarre oro e rame. Essa, infatti, dovrebbe sorgere nei pressi delle fonti d’acqua in altitudine, che si riversano poi nella baia.
Il progetto, secondo quanto riportato dal quotidiano inglese The Guardian, provocherebbe la distruzione di migliaia di ettari di aree umide, nelle quali proliferano oggi pesci che rappresentano la principale fonte di nutrimento degli orsi. Il rischio è che l’inquinamento prodotto dalla miniera possa contaminare gli animali.
Senza dimenticare l’impatto sul territorio provocato da un corridoio di trasporti e infrastrutture che dovrebbe essere lungo 140 chilometri. Inoltre, il progetto potrebbe anche comportare pesanti ripercussioni sull’industria ittica locale, che dà lavoro a circa 14mila persone.
Proud to stand with more than 250 national outdoor sporting businesses and organizations in standing up for Bristol Bay. Together, we sent a letter directly to the President urging him to direct the Army Corp of Engineers to deny the Clean Water Act 404 permit for #PebbleMine! pic.twitter.com/NhK1fp0zUS
— Backcountry Hunters (@Backcountry_H_A) May 21, 2020
Che la Pebble Mine avrà un enorme impatto è stato d’altra parte certificato già nel 2014 dall’Agenzia per la protezione dell’ambiente degli Stati Uniti. Che aveva sottolineato proprio i rischi significativi per la popolazione di pesci. La stessa agenzia, tuttavia, negli anni della presidenza di Donald Trump ha stravolto il proprio giudizio.
Per questo, la popolazione locale, i gruppi di pescatori e gli ambientalisti stanno valutando la possibilità di lanciare un’azione legale per tentare di bloccare il progetto minerario.
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