Alcune nazioni già vivono gli impatti di El Niño, altre si stanno attrezzando in attesa che arrivino. E in Europa le previsioni restano molto incerte.
Al rifugio più alto delle Alpi, la temperatura a giugno ha sfiorato i 10 gradi. La stazione meteorologica dell’Arpa Piemonte non aveva mai registrato nulla di simile.
10 gradi sopra lo zero. È questo il record di temperatura raggiunto il 29 giugno alla Capanna Margherita, il rifugio più alto d’Europa a 4.554 metri sulla punta Gnifetti nel gruppo del monte Rosa. Il grande caldo arriva così al cuore delle Alpi, sulle cime che un tempo si chiamavano “ghiacci eterni”. Si tratta di un valore estremo, in quanto le nevi perenni sono abituate a temperature sotto lo zero. Invece il 29 giugno, alle otto di sera, la stazione meteorologica dell’Arpa Piemonte, alla Capanna Margherita, segnava 9,7 gradi centrigradi.
“L’estate bollente ai 4554 metri della Capanna Margherita: 10 gradi oltre la media”. Non sono belle notizie.
— Club Alpino Italiano (@CAI150) 4 luglio 2019
A peggiorare la situazione il fatto che le temperature, durante i giorni seguenti e per tutta la settimana, si sono più volte mantenute sopra lo zero per tutto il giorno, con le minime di appena -0,5 gradi. Gli esperti parlano di una temperatura superiore di 10 gradi rispetto alle medie attese in questo periodo. Dal 2002, cioè dall’anno che è attiva la stazione meteorologica, non era mai successo, neppure nell’estate del 2003 o nelle grandi ondate di caldo del 2005, 2012 e 2015. Nemmeno si può parlare di caso isolato: anche al Col Major, a 4.750 metri, poco sotto la cima del monte Bianco, i termometri sono saliti fino a 9,3 gradi centigradi.
Proprio nei giorni scorsi, sulla punta Helbronner, a 3.466 metri di altitudine, alcuni alpinisti avevano segnalato la formazione di un cosiddetto lago effimero: lo specchio d’acqua si era generato a causa delle elevate temperature dei giorni precedenti che, nella zona, avevano raggiunto anche i 15 gradi sopra lo zero.
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