In Alaska sposteranno un intero villaggio, a causa del clima che cambia
Gli abitanti di Shishmaref, piccolo villaggio a nord dello stretto di Bering, hanno deciso di spostare il paese per sfuggire all’innalzamento del mare.
Gli abitanti di Shishmaref, piccolo villaggio a nord dello stretto di Bering, hanno deciso di spostare il paese per sfuggire all’innalzamento del mare.
Dopo le sue prove il sollevatore di pesi di Kiribati inscena un buffo balletto per focalizzare l’attenzione dell’opinione pubblica sui cambiamenti climatici.
Sono numeri da stato di calamità, quelli che hanno colpito lo Stato della Louisiana, nel sud-est degli Stati Uniti. Ciò che è accaduto da sabato 13 agosto a lunedì 15 non si era mai verificato. Almeno non con questa portata: in circa 48 ore sono piovuti 60 centimetri in più d’acqua di quelli registrati solitamente.
Ci stiamo mangiando il pianeta. E ad una velocità che è triplicata in 40 anni. È questo l’allarme lanciato dagli scienziati dell’Unep (Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente) in un rapporto dell’Irp (International resource panel). L’estrazione di materie prime è infatti passata da 22 miliardi di tonnellate nel 1970, ai 70 miliardi di tonnellate
Il monsone annuale è stato particolarmente violento e ha devastato il centro-nord del Paese, colpendo soprattutto gli stati più poveri.
L’iniziativa è nata con l’obiettivo di ripristinare la copertura forestale del Paese che ha perso quasi metà delle sue foreste.
L’Aletsch è un grande ghiacciaio svizzero che con i suoi 23 chilometri in lunghezza, una larghezza media di 1.800 metri e una superficie di circa 100 chilometri quadri, raccoglie ben 27 miliardi di tonnellate di ghiaccio. Le masse di ghiaccio si estendono dalle pendici settentrionali dell’Eiger, del Mönch e della Jungfrau verso valle nel Vallese, la cui l’acqua
Il mese di giugno di quest’anno ha fatto registrare nuovamente un caldo record a livello mondiale, secondo i dati pubblicati dalla Noaa.
Il nuovo rapporto della Fao sullo stato delle foreste mostra i casi virtuosi di alcuni paesi che sono riusciti a lottare contro la fame, salvaguardandole.
Quasi tutte le aziende statunitensi quotate in Borsa potrebbero pagare, in un modo o nell’altro, le conseguenze dei cambiamenti climatici. O direttamente, oppure perché dovranno sostenere pesanti spese per contrastarli. Ma sono poche, anzi pochissime, quelle che hanno deciso di essere davvero trasparenti e di avvertire i loro investitori. Lo dicono gli esperti della Task Force