La menopausa, ovvero la fase biologica che riguarda le femmine caratterizzata dalla fine delle mestruazioni e dalla cessazione dell’ovulazione, è un fenomeno piuttosto bizzarro e inusuale nel regno animale. La quasi totalità delle specie infatti continua ad accoppiarsi e riprodursi per tutta la durata della vita. Sembrerebbe infatti poco sensato, dal punto di vista evolutivo, continuare a vivere a lungo anche senza la possibilità di perpetuare la specie. Fino ad oggi si riteneva che gli unici animali ad andare in menopausa fossero gli esseri umani (Homo sapiens), i globicefali di Gray (Globicephala macrorhynchus) e le orche (Orcinus orca). A queste tre si aggiungono altre due specie di mammiferi marini, i beluga (Delphinapterus leucas) e i narvali (Monodon monoceros).
Lo ha scoperto un gruppo di ricercatori britannici e statunitensi, delle università di Exeter e York e del Center for whale research, che ha pubblicato lo studio “Analyses of ovarian activity reveal repeated evolution of post-reproductive lifespans in toothed whales” sulla rivista Scientific reports. La menopausa, come riportato da uno studio pubblicato nel 2015 su Naure, “si verifica per un complesso e ancora in gran parte sconosciuto insieme di fattori genetici, ormonali e ambientali”. Questo fenomeno, insomma, è ancora in parte avvolto nel mistero.
L’ipotesi nonna
Il tratto comune tra le cinque specie che vivono a lungo dopo la fine dell’età riproduttiva, le femmine delle quattro specie di cetacei odontoceti e le donne, è la grade cura riservata alla prole e la complessa struttura sociale in cui vivono. Se le femmine di questi animali, che hanno una precisa relazione con il proprio gruppo sociale, continuassero a riprodursi per tutta la vita, entrerebbero in competizione con i propri discendenti diretti per risorse come cibo e partner. Smettendo di riprodursi però queste femmine anziane ricoprono comunque un ruolo fondamentale, tramandando ai più giovani la propria esperienza e le abilità acquisite nel corso della vita.
Si tratterebbe dunque di una precisa strategia evolutiva volta ad aumentare le possibilità di sopravvivenza della propria discendenza. “Le orche smettono di riprodursi per favorire i loro nipoti”, ha affermato Sam Ellis, ricercatore dell’Università di Exeter e autore principale dello studio, spiegando una possibile ragione evolutiva per la menopausa. In questo modo le femmine anziane assumono un ruolo di guida all’interno delle proprie comunità, proprio come le nonne umane (anche se la nostra società mostra una crescente tendenza ad emarginare gli anziani, spogliandoli del loro antico ruolo).
Per ottenere le informazioni necessarie, vista la difficoltà di studiare animali che vivono in mare aperto, i ricercatori hanno analizzato carcasse di cetacei. Hanno scoperto che le femmine di beluga e narvalo smetterebbero di riprodursi tra i trenta e i quaranta anni (il dato sui beluga è ritenuto attendibile, quello sui narvali è più dubbio considerata la difficoltà di stimarne l’età), nonostante vivano fino a sessanta anni. Studiare le altre specie animali che vanno in menopausa può aiutare i ricercatori a capire come si è evoluto questo meccanismo biologico e insegnarci qualcosa sulla nostra origine. Queste informazioni, inoltre, sono utili per consentire agli scienziati di stimare e prevedere le fluttuazioni delle popolazioni di cetacei nel tempo.
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