Antichi dipinti legati al mondo della botanica

Nel Medioevo e soprattutto nei numerosi trattati pubblicati nel Rinascimento si elabor

Le fonti da cui venivano tratti i diversi simbolismi attribuiti ad
un singolo fiore o frutto erano diverse: Bibbia, Vangeli apocrifi,
la mitologia classica, i trattati di agricoltura e gli erbari.

La Madonna Locris di Carlo Crivelli e il Ritratto di Ginevra d’Este
di Pisanello sono due esempi di lettura di dipinti del Quattrocento
attraverso la decodificazione dei simboli botanici.

Appoggiata alla balaustra la Madonna Locris è dipinta a
mezzo busto con il bambino tra le braccia.
Un garofano rosso, un cetriolo e una ciliegia sono i primi
particolari che si notano in primo piano, sotto le braccia della
Madonna.

  • la traduzione greca del garofano è “dianthos”, vale a
    dire “fiore di Dio”;
  • il cetriolo potrebbe essere considerato come un attributo della
    Vergine Maria, significante i peccati di questo mondo che non
    l’hanno toccata o potrebbe simbolizzare il peccato della
    lussuria;
  • la ciliegina rossa è collocata accanto al cetriolo. Il
    significato simbolico della ciliegina è eucaristico: il
    succo rosso rappresenta il sangue di Cristo sparso durante la
    passione.

La ghirlanda di frutti sospesa dietro la testa della Vergine
può essere interpretata partendo dalla lettura simbolica dei
singoli frutti:

  • le tre prugne simbolizzano la Passione a causa del
    colore;
  • le nocciole e la pesca sono la Trinità anche a causa
    della loro struttura triplice;
  • la mela è il solo frutto nella ghirlanda ad non avere
    alcuna illusione alla Trinità. Il suo significato può
    essere la caduta dell’uomo oppure la salvezza e redenzione, dipende
    se viene associato ad Adamo o al Cristo, il quale è il nuovo
    Adamo.

L’identità del ritratto di Ginevra d’Este è rivelata
dal rametto di ginepro sulla spalla sinistra, che allude al suo
nome.
Dipinta di Antonio di Puccio, detto Pisanello, uno degli artisti
più rappresentativi del Quattrocento italiano, Ginevra ebbe
un destino molto tragico: sua madre fu accusata di adulterio e
condanna a morte.
Nacque a Ferrara nel 1419 ed ebbe una sorella gemella che
morì in gioventù. All’età di quattordici anni
sposò Sigismondo Malatesta e morì nel 1440
all’età di ventuno anni; una diceria voleva che fosse stata
avvelenata da suo marito che voleva sposare un’altra.

In questo ritratto Pisanello ha mostrato l’avvenenza della
giovinezza di Ginevra, ma anche i punti deboli del suo carattere,
la fronte caparbia e il mento debole.

  • il fiore rosa sullo sfondo suggerisce che potrebbe essere un
    ritratto di fidanzamento o di matrimonio: si tratta del garofano
    che secondo un costume dei Paesi Bassi, nella sua variante rosa,
    era portato dalla sposa dalla sposa nel giorno delle nozze e lo
    sposo doveva perquisirla e trovare il fiore;
  • la presenza delle aquilegie indica dispiacere e morte, simbolo
    ulteriormente avvalorato dalla triste espressione della
    ragazza;
  • le farfalle vogliono significare l’anima (in greco anima e
    farfalla avevano lo stesso nome), specialmente la varietà
    conosciuta come necrofora.

L’intero destino della giovane principessa sembra così
essere riesaminato nel dipinto attraverso i simboli esibiti intorno
e sulla modella.

Sonia Tarantola

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