Donna Donne. Arte contemporanea

Donna Donne è una mostra itinerante d’arte contemporanea a cura di Adelina von Fürstenberg ideata in occasione del decimo anniversario della Dichiarazione di Pechino.

Donna Donne è una mostra itinerante d’arte contemporanea
a cura di Adelina von Fürstenberg ideata in occasione del
decimo anniversario della Dichiarazione di Pechino, che, dopo
Firenze, proseguirà a Bruxelles (Palais des Beaux Arts e
Tour & Taxis) e a San Paolo (Sesc Pompeia).
I 33 artisti partecipanti, uomini e donne, italiani e provenienti
da diverse parti del mondo, propongono una riflessione sulla
femminilità sotto forma di dialogo e di confronto e
analizzano in vari approcci il ruolo della donna nel mondo
contemporaneo.

Le opere in mostra, pitture, sculture, fotografie,
video-installazioni, provengono da prestigiose collezioni europee
pubbliche e private, nonché dagli artisti stessi.

Il percorso si struttura a partire dalle opere di importanti
artisti nati dopo la seconda metà del XX secolo, che
riflettono gli aspetti principali della percezione femminile della
vita e della creatività. Alle opere di giovani artisti
provenienti da diversi continenti è affidato invece il
compito di rappresentare le differenti sfaccettature
dell’identità femminile puntando sulle problematiche e le
prospettive delle donne di oggi.

Il termine “donna” viene quindi utilizzato non in senso stretto,
biologico o sessuale. Ciò che la mostra indaga è la
donna nella sua proiezione sociale, culturale e politica, e il suo
essere rappresentazione simbolica e filosofica di valori fondanti
nelle diverse culture e regioni del mondo.

Dopo le grandi trasformazioni del ruolo della donna nella
società…

Dopo le grandi trasformazioni del ruolo della donna nella
società avvenute nel XX secolo, una grande incertezza
permane nei paesi industrializzati, come in quelli in via di
sviluppo, su cosa comporti essere donna oggi e su cosa significhi
esprimersi in libertà. Come avviene oggi la realizzazione
della propria potenzialità per una donna in un paese
occidentale, sotto le pressioni familiari, professionali,
mediatiche, sociali e sessuali? E questa realizzazione ha un
qualche significato nei paesi in via di sviluppo, per quelle donne
che, ancora schiave ed oppresse, devono liberarsi prima di tutto
dai valori tradizionali e dalla povertà?

Come può una comunità eliminare dalla vita delle
donne la paura (di se stesse, dell’uomo, delle altre donne, della
solitudine, della povertà, della maternità, ecc.)?
Come si adoperano le donne per la loro realizzazione personale?
Essere di sesso femminile è un handicap quando le donne
vogliono essere libere di crescere?

L’arte, si sa, è in grado di esprimere la realtà
in maniera universale, superando ogni barriera culturale. La
dirompenza del linguaggio dell’arte contemporanea ha qui il compito
di riaffermare che eguaglianza non è sinonimo di
uniformità, ma è il risultato di un atteggiamento
armonioso nella visione e comprensione del mondo.

In occasione dell’inaugurazione, venerdì 7 ottobre 2005,
è prevista una performance di Lis (Laboratorio Immagine
Sensoriale) nel cortile e un’improvvisazione del coreografo
Giorgio Mancini nelle sale della mostra.

Firenze, Palazzo Strozzi.
Aperta tutti i giorni dalle 10.00 alle 19.00.
Da sabato 8 ottobre 2005 sino a domenica 8 gennaio 2006


Sonia Tarantola

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