L’axolotl non ride più

L’axolotl potrebbe essere estinto. Per tre mesi i ricercatori ne hanno cercato inutilmente le tracce nelle acque del lago Xochimilco, in Messico.

Forse il nome axolotl non vi dice nulla anche se almeno una volta, navigando sul web, vi siete imbattuti  nell’immagine di una strana creatura rosa, con una faccia paffuta e sorridente, che sembra uscita dalla matita di Hayao Miyazaki.

 

L’axolotl è il Peter Pan degli anfibi, la sua prerogativa è la neotenia, cioè non compie (quasi) mai la metamorfosi per diventare adulto.

 

Una recente spedizione preoccupa biologi, naturalisti e chiunque ami quel bizzarro ed eterogeneo insieme di creature che risponde al nome di biodiversità. La notizia, con un’amara ironia, arriva proprio nel 2014, proclamato Anno della salamandra. L’axolotl potrebbe essere estinto.

Una ricerca dell’Accademia messicana delle scienze non è riuscita a trovare neppure un esemplare in un’indagine durata tre mesi nel lago Xochimilco, in Messico. In un’analoga ricerca del 1998 erano stati documentati circa 6.000 anfibi per chilometro quadrato. Solo dieci anni dopo, nel 2008, la popolazione aveva subìto un crollo verticale e il censimento riferisce di 100 axolotl per chilometro quadrato. Nel 2013 sono diventati zero.

 

Il biologo Armando Tovar Garza non si rassegna e sostiene che è ancora presto per dichiarare estinta questa salamandra. A febbraio saranno effettuate nuove e più approfondite ricerche.

 

La colpa della (eventuale) estinzione dell’axolotl è del devastante impatto dell’uomo sull’ecosistema. Queste creature, come tutti gli anfibi, sono particolarmente sensibili ai cambiamenti climatici e all’inquinamento. I massicci interventi di drenaggio compiuti sulle acque lacustri per soddisfare il fabbisogno di Città del Messico, l’introduzione di specie alloctone e la popolarità tra gli acquariofili hanno contribuito al declino della specie.

 

La speranza è che in qualche canale, al riparo nelle acque limacciose, un buffo faccino rosa continui a sorridere beffardo.

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