Il governatore di Bankitalia Visco: economia italiana minacciata dai cambiamenti climatici

Il governatore di Bankitalia Ignazio Visco ha tracciato un quadro inquietante dell’impatto dei cambiamenti climatici sull’economia e la finanza in Italia.

I cambiamenti climatici rappresentano un rischio concreto non soltanto per gli ecosistemi, l’agricoltura e la salute pubblica. Ad essere minacciate, in modo diretto, sono anche “l’economia reale e la stabilità del settore finanziario”. A spiegarlo è stato il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco, intervenendo all’apertura del terzo Festival dello sviluppo sostenibile a Roma.

“L’Italia la nazione più a rischio per l’esondazione dei fiumi”

L’economista ha sottolineato in particolare come le zone più a rischio in Europa siano quelle meridionali. Ed in particolare “l’Italia è la nazione europea più esposta ai danni legati all’esondazione dei fiumi” a causa della risalita delle temperature e del conseguente scioglimento dei ghiacciai alpini.

Più in generale, secondo il governatore, i cambiamenti climatici nel nostro paese potrebbero incidere “in modo permanente sulle capacità produttive”. Lo scenario delineato nel discorso di Visco è per questo particolarmente inquietante: “Questi mutamenti pongono un rischio innanzitutto fisico, che deriva ad esempio dall’aumento della probabilità di osservare eventi naturali estremi”.

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Una panoramica sulla Marcesina, 8 novembre 2018, Asiago. Dopo la tempesta con venti che hanno sfiorato i 200 chilometri orari © Vittorio Zunino Celotto/Getty Images

Ciò potrà causare “gravissimi costi, in termini di vite umane, ma anche in termini di distruzione di infrastrutture pubbliche e private. Obbligando famiglie, imprese e stato a destinare un significativo ammontare di risorse finanziarie alla loro ricostruzione”.

Secondo il governatore Visco le banche potrebbero chiudere i rubinetti del credito

Il governatore di Bankitalia si è quindi concentrato sulle catene di trasmissione dei rischi al settore finanziario: “Le catastrofi naturali interromperanno le funzioni produttive delle imprese e delle famiglie, aumenteranno la vulnerabilità finanziaria, ridurranno il valore delle attività date in garanzia per ottenere credito e renderanno così più complesso il rimborso dei prestiti”.

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Di fronte a tale scenario, prosegue Visco, “le banche potrebbero essere indotte a restringere il credito nei soggetti localizzati nelle aree più a rischio”. In altre parole, prima di concedere un prestito o un mutuo alla parte di popolazione più colpita dai cambiamenti climatici, gli istituti finanziari ci penseranno due volte. Il che potrebbe creare un pesante circolo vizioso per l’economia e la società.

È per tali ragioni che, secondo il massimo dirigente della banca centrale italiana, occorre adottare strategie di investimento sostenibili: “Abbiamo deciso di adottare una politica che integra le istanze ESG (ambiente, società e governance). nella gestione del proprio portafoglio azionario”.

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Numerosi studi confermano l’impatto dei cambiamenti climatici sugli investimenti finanziari © Andrew Burton/Getty Images

Per proteggere l’economia, Bankitalia sta rendendo più sostenibili i propri investimenti

In termini concreti, ciò si traduce nell’esclusione di investimenti “in titoli emessi da società che operano prevalentemente in settori non conformi al Global Compact delle Nazioni Unite ”. E nel privilegiare quelli delle aziende più virtuose.

In tal modo, secondo Visco, è possibile ottenere “un significativo miglioramento dell’impatto ambientale dei nostri investimenti finanziari: le aziende incluse nel nuovo portafoglio si caratterizzano per un più basso grado di emissioni di gas ad effetto serra (con una riduzione del 23%) e minori consumi di energia e di acqua (del 30 e del 17 per cento, rispettivamente)”.

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