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Una gestione sostenibile dell’energia per costruire resilienza: il caso Bennet

Efficienza e autoproduzione di energia, oltre ad avere benefici ambientali, tutelano dalle oscillazioni dei prezzi. Nella grande distribuzione, Bennet ha scelto questa strada.

Le tensioni geopolitiche dimostrano chiaramente che il costo dell’energia è una variabile che non può essere mai data per scontata. Il 20 marzo l’Agenzia internazionale per l’energia (Iea) ha confermato che il conflitto in Medio Oriente ha causato la più grande interruzione delle forniture nella storia del mercato petrolifero globale: uno squilibrio che non può essere ripristinato in tempi brevi. E l’energia determina tutto, dalle azioni quotidiane delle persone ai processi delle imprese.

Un esempio concreto, e molto vicino all’esperienza quotidiana, è il retail. Ogni punto vendita è, di fatto, un sistema complesso che deve garantire efficienza e standard elevati di servizio giorno dopo giorno. Lo fa a fronte di un consumo rilevante di energia per l’illuminazione, la refrigerazione e climatizzazione. Saper programmare e gestire questi consumi in modo strategico fa la differenza, perché rende l’impresa meno vulnerabile alle oscillazioni dei prezzi: è qui che la sostenibilità si rivela vantaggiosa anche in termini economici, oltre che ambientali. Lo raccontiamo nell’approfondimento video In Pratica, con il caso di Bennet.

Gli interventi di Bennet per ridurre i consumi di energia dei punti vendita

Secondo l’ultimo Annuario statistico italiano dell’Istituto nazionale di statistica (Istat), che riporta i dati del 2023, le famiglie italiane scelgono supermercati e ipermercati per il 65,2 per cento dei propri acquisti alimentari; seguono i negozi tradizionali (15,5 per cento) e i discount (13,6 per cento). Nella Penisola si contano 17.440 supermercati, 2.114 grandi magazzini e 946 ipermercati: la prima categoria, da sola, dà lavoro a più di 263mila persone. Ciascuno di questi punti vendita resta aperto molte ore al giorno, spesso sette giorni su sette. Anche quando le serrande sono abbassate e si spengono le luci, banchi frigo e celle lavorano 24 ore su 24 per garantire la catena del freddo e i climatizzatori mantengono stabili le temperature.

Bennet, insegna con 49 punti vendita tra Lombardia, Piemonte e Liguria, è intervenuta sul tema dell’energia con un approccio progressivo, su più fronti. Il primo è quello dell’efficienza dei punti vendita, attraverso la sostituzione dell’illuminazione tradizionale con sistemi a Led e l’adozione di sistemi di refrigerazione alimentare a minore consumo. Questi interventi hanno permesso all’azienda di aderire al piano Transizione 5.0 previsto dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), che riconosce agevolazioni fiscali per investimenti più ampi in ambito energetico. Per accedere agli incentivi, le tecnologie adottate devono riuscire ad abbattere i consumi complessivi almeno del 5 per cento.

supermercati ipermercati
Supermercati e ipermercati sono edifici molto energivori © Bennet

Autoprodurre energia pulita per tutelarsi dalle oscillazioni dei prezzi

Anche l’autoproduzione di energia rinnovabile si inserisce in questa strategia. Sono passati ormai quindici anni da quando, nel 2011, Bennet ha installato i primi pannelli fotovoltaici. Ne è nato un progetto più ampio, chiamato Energia Green, che abbraccia la gestione dell’energia nel suo insieme. Negli ultimi anni il percorso ha visto un’accelerazione: nel 2023 sono stati realizzati cinque nuovi impianti con una potenza complessiva di circa 1,4 megawatt, nel 2024 ne sono stati aggiunti altri sette e nel 2025 altri otto. Oggi sono ben 24 i punti vendita Bennet dotati di pannelli fotovoltaici: alla fine del 2025 la potenza installata complessiva ha raggiunto i 7,7 megawatt, per una produzione annua di circa 5.929 MWh.

Soddisfare una parte del fabbisogno dei supermercati attraverso energia pulita autoprodotta localmente significa consumare meno combustibili fossili e abbattere le emissioni di gas serra. Ma anche rendere i costi più prevedibili: una forma di tutela che rafforza la resilienza dell’azienda. “Il percorso che abbiamo intrapreso sull’energia è una scelta industriale di lungo periodo, basata su interventi concreti e misurabili che ci consentono di ridurre in modo significativo i consumi e l’impatto ambientale delle nostre attività”, dichiara a LifeGate Adriano De Zordi, amministratore delegato di Bennet. “Investire in efficienza e autoproduzione da fonti rinnovabili significa operare con responsabilità oggi e, allo stesso tempo, prepararci alle evoluzioni del quadro normativo europeo, rendendo la nostra azienda più solida e resiliente rispetto alle sfide future”.

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