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Architettura, la Biennale del paesaggio di Barcellona in mostra a Verbania

Dall’Islanda al Messico: in mostra al Museo del paesaggio di Verbania i progetti della Biennale internazionale del paesaggio di Barcellona, dal 17 novembre al 6 gennaio.

I paesaggi di domani saranno luoghi di apertura, partecipazione, bellezza e sostenibilità. O i cambiamenti climatici, la proliferazione dell’intolleranza e la vulnerabilità delle persone nei luoghi pubblici sono fenomeni che spingeranno a fortificare le città nel nome della sicurezza e quindi progettare paesaggi chiusi e difensivi invece di aperti e accoglienti? Su questi interrogativi si è basata la decima edizione della Biennale internazionale del paesaggio di Barcellona che ha proposto interessanti soluzioni di architettura sostenibile per rispondere alle sfide della società contemporanea. Al Museo del paesaggio di Verbania, una mostra multimediale che raccoglie i progetti presentati in concorso è visitabile dal 17 novembre 2018 fino al 6 gennaio 2019, nell’ambito delle attività del suo centro studi.

La Biennale del paesaggio di Barcellona

La Bienal internacional de paisaje, il nome in spagnolo, nel corso degli anni ha visto una crescente popolarità, diventando il punto di riferimento di questo tipo di architettura, ovvero quella del paesaggio, che si occupa di pianificare e progettare paesaggi urbani e rurali nello spazio e nel tempo sulla base delle caratteristiche naturali e dei valori storico-culturali del territorio. Il tema della decima edizione è stato Performative nature (natura performativa): a partire dallo studio e dalla progettazione del paesaggio si possono proporre soluzioni che siano di aiuto per affrontare tematiche sociali.


Nel capoluogo catalano si è tenuto un simposio dal 26 al 29 settembre che ha radunato architetti, professionisti, accademici e studenti con lo scopo di tracciare l’evoluzione contemporanea della disciplina a livello globale, grazie anche all’internazionalizzazione del premio Rosa Barba European landscapes, che raccoglie le candidature di progetti paesaggistici realizzati in tutto il mondo. I dieci finalisti sono stati selezionati sulla base di valutazioni relative non solo alla componente estetica ma alla rilevanza internazionale della proposta, alla capacità del progetto di attivare trasformazioni successive, al valore ecologico e sociale, alla promozione di una visione globale in grado di spingersi oltre quella locale.

Biennale del paesaggio di Barcellona Parigi riqualificazione
Tra i finalisti il progetto di riqualificazione dei Jardins Rosa-Luxembourg a Parigi. Un quartiere cosmopolita, di origine operaia, dove rimangono ancora le tracce della ferrovia, trasformato in spazio pubblico sostenibile grazie alla raccolta dell’acqua piovana riutilizzata per innaffiare il verde © In situ

La mostra al Museo del paesaggio di Verbania

Il percorso espositivo si sviluppa in sei tappe per scoprire i progetti attraverso slideshow tra le sale del Museo del paesaggio a Verbania, uno dei punti cardine del patrimonio artistico locale, dove sono raccolte le più importanti collezioni di pittura e scultura del territorio. La mostra comprende 223 opere selezionate in quattro diversi ambiti espositivi – articolazione, transazione, rigenerazione e intersezione –, oltre ai progetti degli studenti di 68 università internazionali, nonché quelli dei dieci finalisti dell’edizione 2018 del premio Rosa Barba. A conquistarlo è stato lo studio islandese Landslag che ha presentato Saxholl crater stairway, realizzato in Islanda per ridurre l’impatto del turismo sul vulcano Saxholl.

Qui, il sentiero che porta fino alla cima segue un percorso che è stato tracciato negli anni dal passaggio delle persone, che hanno naturalmente cercato la via più facile per scalare il vulcano, con il risultato che il terreno ha iniziato a danneggiarsi e il cammino verso la cima si è ramificato in tortuose piste parallele. Per questo motivo, nel 2014 si è deciso di agire per prevenire ulteriori danni al paesaggio ed è stata realizzata un’unica scala, la cui superficie in acciaio nero si è arrugginita rapidamente amalgamandosi alle sfumature rosse del cratere e della vegetazione artica.

Leggi anche: L’Islanda ripristina le antiche foreste distrutte dai vichinghi

vincitore decima edizione Biennale del paesaggio di barcellona Saxholl Crater Stairway islanda
Il progetto vincitore della decima edizione della Biennale internazionale del paesaggio di Barcellona, Saxholl crater stairway, una scala a basso impatto sul paesaggio che aiuta a conservare la natura del vulcano islandese © Landslag

Linear park, la ferrovia di Cuernavaca a Città del Messico

Ha meritato una menzione speciale all’interno del premio Rosa Barba il progetto del Linear park per la ferrovia di Cuernavaca a Città del Messico, realizzato dallo studio messicano Gaeta Springall che ha riqualificato e creato uno spazio pubblico che prima non esisteva, sul passaggio di una ferrovia costruita nel 1898 che collegava la capitale con il porto di Acapulco. Nel dicembre 2017 si è conclusa la costruzione del primo settore di 1,4 chilometri su 4,5 totali. Tre mesi dopo l’apertura di questa sezione, il parco è già un successo in termini di spazio architettonico e cittadino per aver trasformato un’area periferica e pericolosa in uno spazio fruibile dal pubblico, con piste ciclabili che collegano la città e che ospita forum con programmi per i cittadini.

In questo caso è stato necessario, oltre al progetto esecutivo, uno di socializzazione e gestione per interagire con diversi attori governativi e gruppi di quartiere che risiedono nel quartiere e lo sentono proprio. Una vera e propria opera di forestazione urbana, uno spazio pubblico che accresce lo spirito della comunità. Il progetto dovrebbe contribuire alla crescita e alla trasformazione della città, a raggiungere l’equilibrio necessario tra abitazioni di diverso tipo, tra sviluppo economico e sociale, e tra la conservazione del patrimonio e le potenzialità della sua trasformazione.

Linear Park premio rosa barba Gaeta Springall città del messico
Linear park ha ottenuto una menzione speciale all’interno del premio. Il progetto di riqualificazione realizzato dallo studio messicano Gaeta Springall arriverà a coprire 4,5 km della ferrovia di Cuernavaca a Città del Messico, con la speranza che questo sia solo l’inizio di un processo di cambiamento più ampio © Arturo Arrieta

L’architettura come invito all’azione

Visitando la mostra, il messaggio è chiaro: questo non dev’essere il momento della paralisi. Il tema della Biennale ci invita ad agire, ad attivarsi per creare gli habitat del futuro. In questo modo, il ruolo di ognuno, così come il ruolo dei paesaggi di domani, non è solo sociale ma anche ecologico e politico. Gli spazi in cui l’uomo abita collettivamente rappresentano infatti un’opportunità per creare scenari più ricchi tra persone, luoghi e natura e nell’affrontare queste sfide occorrerà riconsiderare la bellezza per costruire nature emotivamente performative.

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