Billie Holiday, la storia difficile di un talento inarrivabile

Il 7 aprile del 1915 nasce a Philadelphia, Pennsylvania, Eleonora Fagan, conosciuta ai più come Billie Holiday (o Lady Day)

Il 7 aprile del 1915  nasce a Philadelphia, Pennsylvania, Eleonora Fagan, conosciuta ai più come Billie Holiday (o Lady Day). Dopo un’infanzia molto difficile e una gavetta passata nei night club di Harlem, l’anno della svolta arriva nel 1935: il boom del jukebox, il New deal del Presidente Roosvelt e la fine del proibizionismo permettono a Lady Day – scoperta nel ’33 da un giovanissimo John Hammond –  di esibirsi più facilmente nei locali e di poter registrare più frequentemente in studio.

 

 

In questo periodo, da una parte divide il suo nome sui 78 giri alternandolo con quello del pianista swing Teddy Wilson per doveri contrattuali, ma, soprattutto, dall’altra conosce il fidato amico Lester Young. Nel 1939 incide Strange fruit, coraggiosissima presa di posizione contro le discriminazioni razziali nell’America della segregazione più dura e cruenta. Forse il momento più alto di una carriera straordinaria, purtroppo segnata da eccessi di alcol, droga e relazioni burrascose. Muore il 17 luglio 1959 all’età di 44 anni a seguito di un’epatite. Questo il ricordo di Miles Davis:

 

“Era una donna molto dolce, molto calda… aveva un aspetto da indiana con la pelle vellutata, marrone chiaro… Billie era una donna splendida prima che l’alcool e la droga la distruggessero… Ogni volta che mi capitava di incontrarla le chiedevo di cantare ‘I Loves you, Porgy’, perché ogni volta che lei cantava ‘non lasciare che mi tocchi con le sue mani calde’ potevi praticamente sentire quello che sentiva lei. Il modo in cui la cantava era magnifico e triste. Tutti quanti amavano Billie”.

 

Roberto Vivaldelli

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