Biocycling. Da Ushuaia a Cartagena il diario di una famiglia in bici

Le persone, le emozioni, le difficoltà e le avventure di Biocycling, in una sorta di diario di famiglia, scritto da una terra lontanissima.

L’avventura di Sebastien, Alberta, Angela e Anna, l’happy family del viaggio Biocycling è partita. Avremo l’opportunità di seguirli, tappa dopo tappa, grazie ad una sorta di diario in tempo reale da quasi 13 mila chilometri di distanza.

 

biocycling
Un momento di pausa, tra una tappa e l’altra.

 

Il primo mese partendo da Ushuaia

 

È passato poco più di un mese da quando, carichi di bagagli, abbiamo mosso i primi colpi di pedale, lasciandoci Ushuaia alle spalle. Ormai i chilometri percorsi sono più di mille e l’esperienza accumulata inizia a farsi sentire: preparare e disfare il campo sta diventando un’attività sempre più meccanica e abbiamo acquisito una certa routine quotidiana. La lista di persone da chiamare e rassicurare ogni volta che passiamo dal confine argentino a quello cileno e viceversa si allunga di tappa in tappa. Mabel e Roberto ad Ushuaia, Valeria e Gullermo a Rio Grande, Pancho e Claudia a Punta Arenas, Ester e Luis a El Calefate: tutti loro sono stati per noi amici, genitori e nonni per le nostre bambine. Tutti loro ci hanno aperto le porte del cuore come se fossimo loro figli e ci hanno fatto sentire a casa.

 

Angela e Anna stanno bene in questo vagabondare. D’altra parte non è una novità per loro essere in viaggio con mamma e papà e il ritmo lento della bicicletta rispetta il loro ritmo di bambine. I compiti si fanno in sella, il posto migliore è davanti al papà: lì si ripassano i giorni della settimana in inglese e spagnolo e si imparano le prime tabelline. Il resto lo si apprende osservando, ascoltando storie e facendo esperienze pratiche. Abbiamo avuto modo di conoscere gli animali delle Patagonia e la storia delle popolazioni che qui abitano e vivono, delle quali ormai si vedono solo le immagini in bianco e nero di Alberto De Agostini. Abbiamo trascorso qualche giorno in una delle immense e innumerevoli Estancias e abbiamo visto un enorme blocco di ghiaccio affondare nelle fredde del lago Argentino, staccandosi dal meraviglioso Perito Moreno.

 

Non è una novità per loro essere in viaggio con mamma e papà e il ritmo lento della bicicletta rispetta il loro ritmo di bambine.

 

 

Le emozioni sono molte e la bicicletta amplifica tutto. La pioggia sembra più forte. Il vento a volte è insopportabile e alle volte è immancabilmente contro. La nostra ricompensa sono i cieli stellati dopo una giornata stancante passata in mezzo alla pampa infinita e un panorama nuovo dà la carica giusta per una pedalata più determinata. Ovviamente le difficoltà ci sono, un viaggio così può essere per tutti, anche se in verità non lo è: non è necessario un grosso allenamento fisico, quello lo si costruisce giorno per giorno. Quanto una grande predisposizione mentale. Per quanto abbiamo cercato di puntare sull’essenziale, ci rendiamo conto ad ogni salita di essere carichi, molto di più di quanto vorremmo essere. Ma le distanze qui in Patagonia sono infinite e procurarsi acqua e cibo è complicato. Così riempiamo borracce e sacche con tutte le provviste necessarie per la successiva pedalata controvento.

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