Meeting 2020

Brunello Cucinelli, imprenditore. Io credo nella sostenibilità umana

REmini2020: Brunello Cucinelli, fondatore dell’omonima casa di moda, ci svela la sua personale definizione di sostenibilità.

Dopo essere diventato celebre perché è particolarmente attento al benessere delle persone che lavorano con lui, non stupisce il fatto che Brunello Cucinelli, fondatore e titolare dell’omonima casa di moda italiana, non si accontenti del termine sostenibilità. Secondo lui questa parola, che pure racchiude un universo di significati, da sola ancora non è abbastanza ma va accompagnata da un aggettivo che gli sta molto a cuore. “La sostenibilità, almeno secondo me, va intesa come sostenibilità umana. Noi dobbiamo avere il coraggio di tornare a produrre, se possibile, senza arrecare danni all’umanità, cioè alle persone, agli animali, alle cose, alle piante”.

Al Meeting di Rimini, dove siamo in trasferta per raccontare il progetto REmini2020 di Fondazione Meeting e Conai, siamo riusciti a intercettarlo nonostante fosse uno dei personaggi più contesi dalla stampa e dai visitatori. E gli abbiamo chiesto cosa risponderebbe a chi crede che la sostenibilità sia un sacrificio dal punto di vista puramente economico. La sua replica è netta: “No, non la penso così. Io credo che la sostenibilità umana sia il modo di vivere di cui abbiamo estremamente bisogno”. Tanto più da quando le persone sono sempre più attente agli stili di vita sostenibili e, prima di comprare un prodotto, si informano in modo accurato per capire se sia stato realizzato in modo responsabile.

Chi è Brunello Cucinelli e cosa fa per il welfare dei suoi dipendenti

Nato da una famiglia contadina a Castel Rigone, piccolo borgo in provincia di Perugia, Brunello Cucinelli nel 1978 apre una piccola impresa, guidato dall’idea (all’epoca del tutto inedita) di colorare il cachemire. È l’inizio della storia dell’omonima casa di moda, che oggi è nota in tutto il mondo.

Quando si trova nei panni dell’imprenditore, però, Cucinelli si porta dietro in qualche modo la storia della propria famiglia. Per la precisione quella di suo padre che, una volta lasciato il lavoro nei campi per essere assunto in fabbrica, tornava a casa ogni sera esausto e umiliato.

Memore di questo vissuto, Cucinelli negli anni si fa conoscere anche per la sua visione illuminata dell’ambiente di lavoro, fondata sulla dignità dell’uomo. Innanzitutto, nessuno rimane in sede oltre alle 17.30 ed è vietato disturbare i colleghi con email e telefonate lavorative di sera o nel weekend. Una delle idee che hanno fatto più scalpore è il bonus cultura: a partire dal 2016 i dipendenti possono consegnare in azienda gli scontrini delle loro spese personali per libri, cinema, teatro e musei, ricevendo un rimborso che va fino a un tetto di 500 euro per i single e di 1000 euro per chi ha famiglia.

Leggi anche: Brunello Cucinelli. La cultura? Per i dipendenti paga l’azienda

Il borgo di Solomeo, in Umbria, è stato integralmente restaurato a spese dell’azienda e ora ospita non solo la sua sede e gli uffici, ma anche la Fondazione Brunello e Federica Cucinelli e la Scuola di arti e mestieri, dove i giovani apprendono (retribuiti) le abilità degli artigiani.

Brunello Cucinelli Solomeo Umbria
Il borgo di Solomeo, in Umbria, dove ha sede l’azienda di Brunello Cucinelli © Cantalamessa / Wikimedia Commons

REmini2020, un cammino triennale verso la sostenibilità

LifeGate è in trasferta a Rimini per raccontare il progetto REmini2020, un percorso triennale che prende il via con la 39° edizione del Meeting per l’amicizia tra i popoli. L’obiettivo è quello di rendere sostenibile questo grande evento, lavorando su diverse aree: economia circolare, energia, alimentazione, mobilità.

Qualche cifra può essere utile per comprendere la portata della manifestazione. Dal 19 al 25 agosto i 130mila metri quadrati allestiti nella Fiera di Rimini vengono animati da convegni, workshop, tavole rotonde, mostre e spettacoli, che contagiano anche il territorio della città romagnola. Dopo le 800mila presenze del 2017, per il 2018 sono già stati coinvolti 530 relatori e 2.750 volontari.

A collaborare con la Fondazione e stilare la strategia di sostenibilità del Meeting è Conai (Consorzio Nazionale Imballaggi). Questo è il primo importante banco di prova per la sua nuova sfida: affrontare il tema della sostenibilità nei grandi eventi con un approccio a 360 gradi.

 

Foto in apertura © Vittorio Zunino Celotto/Getty Images
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