Indonesia, pitture rupestri a rischio per i cambiamenti climatici

Secondo uno studio, in Indonesia la frammentazione delle rocce provocata dalla siccità sta mettendo a rischio le pitture rupestri più antiche al mondo.

I cambiamenti climatici stanno distruggendo le pitture rupestri rinvenute nel complesso di Carso Maros-Pangkep, nell’isola di Sulawesi, in Indonesia. Tra queste ci sono le figure di antilopi e di bisonti e quella che sembra essere tra le più antiche scene di caccia mai dipinte dall’uomo. A rivelarlo è un nuovo studio pubblicato nella rivista Nature, che ha evidenziato come negli ultimi decenni questi dipinti stiano drasticamente svanendo a causa della frammentazione delle rocce provocata dalla siccità.

Siccità
Un territorio colpito dalla siccità © Justin Sullivan/Getty Images

Cosa dice lo studio sulle pitture rupestri

La squadra di scienziati della Griffith University ha analizzato frammenti di roccia raccolti da undici siti di grotte a Maros-Pangkep, riscontrando alti livelli di zolfo nella roccia in tutti i luoghi considerati, e in alcuni siti anche accumuli di solfato di calcio e sali di cloruro di sodio. Tutte condizioni che hanno danneggiato i dipinti del Paleolitico, che si stima siano stati realizzati tra 20 e 45mila anni fa.

Secondo i ricercatori, ad aggravare il quadro è stata la crescente frequenza di episodi di siccità dovuta ai cambiamenti climatici, che potrebbe aver favorito le condizioni ideali per accelerare il degrado delle pitture rupestri. Alla crisi climatica e alle sue conseguenze si va ad aggiungere anche la richiesta sempre maggiore di rocce calcaree che sta andando a minacciare siti storici come quelli del Maros-Pangkep.

Inquinamento
Inquinamento industriale © David McNew/Getty Images

Le parole dei ricercatori

Gli alti livelli di zolfo nella roccia insieme agli accumuli di solfato di calcio e ai sali di cloruro di sodio sono un grave problema per la conservazione delle pitture murali. “Quando l’acqua scorre attraverso o sopra la pietra – spiega Jillian Huntley della Griffith University – raccoglie i detriti, poi il liquido evapora e rilascia i sali. I cristalli si espandono e si contraggono a causa delle variazioni di temperatura e umidità, esercitando una pressione meccanica sulla roccia che può sfaldarsi e frammentarsi, danneggiando così le arti rupestri al di sopra di essa”. Una situazione che sembra inarrestabile, se non si riusciranno a contenere gli effetti dei cambiamenti climatici, diminuendo le emissioni di gas ad effetto serra e limitando di conseguenza la crescita della temperatura media globale.

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