Cooperazione internazionale

Cosa succede nel campo profughi di Yarmuk, in Siria

Il gruppo di estremisti dello Stato Islamico ha occupato il campo profughi di Yarmuk, in Siria, portando la guerra tra chi scappa dalla guerra.

Yarmuk è un campo profughi palestinese in Siria, otto chilometri a sud della capitale Damasco. Dal primo aprile è preso d’assalto e occupato dai terroristi del gruppo estremista Stato Islamico (Is) che ora ne controllano circa il 90 per cento del territorio.

 

yarmuk-filaAbitanti di Yarmuk aspettano di ricevere gli aiuti umanitari © United Nation Relief and Works Agency via Getty Images

 

La situazione nel campo

Il campo profughi di Yarmuk è stato coinvolto nella guerra civile siriana a partire dal 2012 ed è sotto assedio, sia per mano delle forze governative che dei ribelli, dal 2013. Le scuole al suo interno sono chiuse, mentre elettricità e acqua mancano da mesi. Dopo la notizia dell’invasione del campo da parte dello Stato Islamico, il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha chiesto la crezione di un corridoio umanitario a Yarmuk per consegnare cibo e medicine. Allo stesso tempo l’aviazione in forza al regime siriano guidato da Bashar al Assad sta bombardando il campo per fermare i terroristi dell’Is peggiorando la situazione dei civili.

 

yarmuk-bimbaUna bambina di Yarmuk © Khalid Mohamed/Pool/Getty Images

 

L’organizzazione umanitaria Save the Children ha fatto sapere che all’interno del campo si trovano 3.500 bambini che rischiano di essere feriti o addirittura uccisi dai jihadisti dello Stato Islamico. Molti medici, operatori e volontari hanno denunciato l’impossibilità di prestare soccorso ai civili feriti a causa dei combattimenti. L’Unicef, il Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia, ha addirittura messo in guardia la comunità internazionale sulla possibilità che Yarmuk si possa trasformare in una “nuova Srebrenica”, la città bosniaca assediata dalle forze serbo-bosniache durante la guerra dei Balcani nel 1995. In quell’occasione furono uccise oltre 8mila persone.

 

 

Un po’ di storia

Il campo di Yarmuk è gestito dal governo siriano in collaborazione con l’Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l’occupazione dei rifugiati palestinesi (Unrwa), motivo per cui è stato fondato nel 1957 dalle autorità siriane. Dopo la creazione dello stato di Israele nel 1948, infatti, sono stati migliaia i palestinesi che hanno abbandonato le loro case trasformando Yarmuk nel più grande campo palestinese in Siria e in uno dei campi profughi più importanti di tutto il Medio Oriente. Prima della guerra civile siriana cominciata nel 2011 è arrivato a ospitare 150mila persone. Oggi ne rimangono 18mila che vivono in una situazione “al di là del disumano” secondo Chris Gunness, portavoce dell’Unrwa.

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