Canto Flegreo, in Campania un vero concerto con i suoni della Terra

Da una collaborazione tra geologi e musicisti è nato un progetto innovativo: trasformare in musica le emissioni sonore della Solfatara vicino Napoli

Che la Terra ci parlasse, in senso metaforico ma anche fisico, gli studiosi lo sapevano già. Che suonasse il jazz è una grande sorpresa, e sabato gli appassionati e i curiosi che si sono arrampicati fino al bordo della solfatara di Pozzuoli hanno avuto la possibilità di godersi un concerto straordinario in tal senso: una vera e propria trasposizione musicale dei suoni del vulcano, intolata evocativamente “Canto Flegreo” e voluta dall’ordine dei Geologi della Campania e dai professionisti di ‘E-Mago’, un progetto scientifico-musicale formato da geologi musicisti che si pone l’obiettivo di creare una serie di eventi di questo genere valorizza le aree geologiche e naturalistiche più interessanti della Penisola.

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“Un progetto unico e innovativo perché riesce a coniugare l’aspetto musicale con quello scientifico”, dice il professor Piergiulio Cappelletti, direttore del Dipartimento di Scienze della Terra, dell’Ambiente e delle Risorse dell’Università di Napoli Federico II. “Continuiamo a sperimentare altre modalità di comunicare la scienza, in questo caso attraverso studi geofisici e musica d’ambiente” ha aggiunto Domenico Sessa, organizzatore dell’evento e consigliere dell’Ordine dei geologi della Campania.

 

La collaborazione tra i geologi e i musicisti

Tutto è nato da una equipe guidata dal geologo e geofisico Antonio Menghini, che ha effettuato un sondaggio elettromagnetico all’interno del cratere grande della solfatara e ha tradotto questi segnali, grazie all’opera del compositore Stefano Pontani, in frequenze poi musicate dal Michele Villetti Quartet, formato Luigi Tresca al sax, Stefano Battaglia al contrabbasso, Francesco Mascio alla chitarra e lo stesso Michele Villetti alla batteria, V Drum, voce e duduk, con la partecipazione speciale di Flavio Boltro alla tromba.

 

Folto pubblico per l'esperimento geologico-musicale sui Campi Flegrei @ Giulia Selvaggini
Folto pubblico per l’esperimento geologico-musicale sui Campi Flegrei @ Giulia Selvaggini

Il risultato è stato un concerto della durata di un’ora circa, rigorosamente alimentato ‘a pedali’, iniziato con il tappeto delle note emesse dal cratere della Solfatara e virato poi su atmosfere lunari e rarefatte, simili al jazz di Miles Davis, anche con quale atmosfera alla Pink Floyd.  “E’ La dimostrazione che i Campi Flegrei emettono suoni oltre che gas, odori e fumarole: è stato un grande successo” ha spiegato il commissario dell’Osservatorio Vesuvio, Marcello Martini.

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