Le migliori annate. Della lana

Una mostra per celebrare i cento anni di un nome d’eccellenza dell’Italia produttiva, Ermenegildo Zegna. Tra tessuti, tinte naturali, paesaggi incontaminati e arte, un viaggio tra storia, fascino, ambiente e tecnologia.

La
mostra.
Una mostra, un viaggio, una passeggiata nel
passato e nel presente, nel rispetto della tradizione e
dell’ambiente. Sono ricche le suggestioni date dai percorsi tra
fotografie d’epoca e d’autore, taccuini originali con schizzi e
pensieri, costumi e opere d’arte. Rimane una sensazione di vanto,
per un nome italiano fondato su radici secolari che si rilancia nel
futuro. Con orgoglio, sapienza e rispetto. La celebre casa di moda
maschile ha inaugurato un’esposizione a Milano divisa in quattro
aree. ‘La Mano’ è un’installazione che offre al tatto le
materie prime (lana, cashmere, trofeo, vicuna, mohair) nelle varie
fasi di lavorazione. In sottofondo, rumori di acqua e reportage
fotografici del National Geographic. Nella sezione ‘Lo Stile’ ci
sono capi originali raggruppati per decenni. Il percorso si
conclude con ‘L’Architettura’, dalla sede di Milano di Antonio
Citterio ai negozi in tutto il mondo, e con ‘All’Aperto’,
installazione di Michelangelo Pistoletto e il video di Mattias Klum
sull’Oasi Zegna, area naturale protetta sulla parte orientale delle
Alpi biellesi.

L’Oasi
Zegna

Nel biellese, il territorio intorno al lanificio è un grande
parco di 100 km quadrati, l’oasi è un paradiso botanico e
faunistico in cui si trovano oggi migliaia di varietà di
piante fioritie e s’incrociano cerbiatti, lepri, scoiattoli, corvi
imperiali e le rare aquile reali. Una zona aperta, voluta da
Ermenegildo Zegna che ripopolò la montagna brulla con
conifere, rododendri, ortensie e creando un meraviglioso paesaggio
alpino e resa accessibile dalla strada Panoramica Zegna (oggi
strada statale). Oggi vi sono agriturismi, alberghi e ristoranti. E
le prospettive sono di renderla ancora più invitante. L’Oasi
Zegna questo mese offre spettacolari fioriture ed eventi a tema. Da
Trivero lungo la Panoramica Zegna sono tanti i percorsi alla
scoperta del territorio, con una lunga carrellata di iniziative per
tutta la famiglia. Presso i locali del Consorzio Turistico
propoposte gastronomiche sul tema dei fiori. Il 26 e 27 giugno 2010
la VII° Festa Internazionale dell’Aria (degli aquiloni) e
mostre fotografiche sul cielo stellato.

La sede
dell’azienda.
A Trivero, Biella, comunità
montana di valle di Mosso, cento anni fa è cominciata
l’impresa di Ermenegildo Zegna. Oggi nel lanificio – annunciato
dalla ciminiera dismessa e tuttora attivo, con 450 dipendenti e 2
milioni di metri di tessuto sfornato all’anno – coesistono pezzi di
storia, insegne, arredi, con attrezzature tecnologiche sofisticate.
Si mischiano le antiche conoscenze delle annate della lana che sono
buone o meno buone, come il vino, e dei colori, con pigmenti da
foglie, mirtilli, spezie indiane. Si intersecano linee produttive e
tecnologie in linea con standard di produttività e rispetto
ambientale.

L’arte per
l’ambiente.

È un’idea della Fondazione Zegna: le opere d’arte a presidio
del territorio, per difenderlo dalle brutture, per favorirne una
fruizione ordinata e rispettoso. L’attività principale in
questo senso è l’adozione del bosco di San Francesco, ad
Assisi, con il FAI. Da molti anni Fondazione Zegna condivide la
missione del FAI: promuovere una cultura di rispetto della natura,
dell’arte, della storia e delle tradizioni d’Italia e tutelare un
patrimonio che è parte fondamentale delle nostre radici e
della nostra identità. Insieme, Fondazione Zegna e FAI hanno
salvato e dato nuova vita a vari tesori del paesaggio italiano. Dal
2009 Anna Zegna è anche membro del Consiglio di
Amministrazione del Fondo Ambiente Italiano.
Nell’ambito della mostra per il centenario, il 29 giugno 2010
Alberto Garutti e Michelangelo Pistoletto partecipano, alla
Triennale di Milano, all’incontro ‘Arte pubblica, territorio e
responsabilità sociale’, conversazione promossa dalla
Fondazione Zegna. Con Judith Wielander, curatrice progetto visible,
Cittadellarte, e la moderazione di Maria Luisa Frisa, storico
dell’arte e della moda. Un dialogo, aperto anche al pubblico, tra
Alberto Garutti e Michelangelo Pistoletto, maestri di fama
consolidata che lavorano da molti anni sul rapporto tra arte e
territorio. Il tema: i processi generativi di un’opera pubblica, il
delicato inserimento nel contesto sociale, l’etica e la
sensibilità con cui l’artista deve agire per legare un
lavoro al luogo e alla comunità che lo ospitano.

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