Il capoluogo marchigiano ha vinto puntando su un futuro sostenibile. Ma ha già un presente solido, fatto di arte, commistione di culture e natura.
Fondata su leggi intimamente legate alla natura, la società Lakota Sioux era il risultato di una cultura profondamente evoluta e aperta alle diveristà.
La tradizione orale fa risalire l’origine della Nazione a
più di 80.000 anni fa e la situa geograficamente nel cuore
delle Black Hills, negando così l’ipotesi secondo cui gli
indiani sarebbero arrivati in America attraverso lo stretto di
Bering.
Prima dell’arrivo dei bianchi i territori Lakota Sioux comprendevano il
Nord e Sud Dakota, il Colorado, il Wyoming, il Nebraska…un vasto
territorio dove essi vivevano in armonia con tutti gli altri esseri
del creato.
Fondata su leggi intimamente legate alla natura, la società
Lakota era il risultato di una cultura profondamente evoluta.
Talmente evoluta che, circa 300 anni fa, i Lakota accolsero i primi
emigranti bianchi con generosità, rispetto e tolleranza,
perché queste erano alcune delle sette virtù su cui
si fondava il loro sistema di vita.
In cambio ricevettero in dono coperte infettate di vaiolo, lo
sterminio sistematico del bisonte, loro prima fonte di
sopravvivenza, l’integrazione forzata e il furto legalizzato delle
loro terre.
Ma nonostante questo, le sette tribù ( Oglala, Minneconjou,
Sicangu, Hunkpapa, Two Kettle, Sans Arcs, Black Feet) che
compongono il Consiglio dei Sette Fuochi Lakota, l’Oceti Sakowin,
oggi sono ancora vive e continuano a vivere da Lakota in nove
riserve disseminate tra il Nord e il Sud Dakota.
Essi hanno una terra, una lingua, una legge, un’economia, una
spiritualità, cioè tutti quei requisiti che fanno di
un popolo una nazione.
Siamo anche su WhatsApp. Segui il canale ufficiale LifeGate per restare aggiornata, aggiornato sulle ultime notizie e sulle nostre attività.
![]()
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
Il capoluogo marchigiano ha vinto puntando su un futuro sostenibile. Ma ha già un presente solido, fatto di arte, commistione di culture e natura.
Previsto per il 18 marzo l’annuncio della vincitrice: è sfida tra capoluoghi di provincia e piccoli borghi. Cosa vuol dire essere Capitale della cultura.
Il report Nevediversa 2026 di Legambiente registra 273 impianti sciistici dismessi e raccoglie in un manifesto le proposte per il futuro del turismo montano invernale.
Da Verona a Taormina, da Bosa in Sardegna a Ravello che domina la Costiera Amalfitana: piccola guida a un turismo consapevole e lento.
Cortina si è posta l’obiettivo di diventare una meta turistica accessibile a tutti e inclusiva, oltre le Olimpiadi. Dall’impegno della comunità, è nata una guida pratica alla città.
Alla Bit 2026 la sostenibilità diventa da settore a chiave trasversale del viaggio, dai contenuti alla mobilità, per generare valore lungo l’intero percorso.
Un viaggio nei 100 siti culturali racchiusi nel territorio di 4 comuni della Ciociaria, nel basso Lazio, che uniscono le forze per un obiettivo comune.
Nasce la nostra newsletter dedicata alla mobilità e al turismo sostenibile. Perché ogni viaggio può davvero cambiare il mondo.
Roma mette a pagamento una delle sue principali attrazioni, troppo affollata: l’ultimo caso dopo Venezia, le Cinque Terre, Portofino, Costiera Amalfitana. Sarà abbastanza?