Due studi inglesi indicano il numero di morti per il caldo estremo nell’estate 2026: a Milano e Roma, 2.467 e 2.253 vittime.
Mocha, il ciclone più potente degli ultimi dieci anni, si è abbattuto domenica 14 maggio sulle coste di Bangladesh e Myanmar.
Il ciclone Mocha, il più potente degli ultimi dieci anni, ha toccato terra nella giornata di domenica in Bangladesh e Myanmar. Il tifone era classificato in categoria 5 (la massima possibile) nella scala di Saffir-Simpson: con venti che hanno raggiunto i 195 chilometri all’ora, l’impatto è stato devastante.
L’area colpita – tra Cox’s Bazar in Bangladesh e Sittwe nel Myanmar – risulta tra l’altro particolarmente vulnerabile non solo a livello di infrastrutture, ma anche per il fatto che nella zona si trova più di un milione di rifugiati. Sono infatti centinaia le abitazioni, già precarie, che sono state danneggiate dal passaggio dell’evento meteorologico, abitate soprattutto da rifugiati di etnia rohingya.
Secondo un responsabile dei soccorsi del Bangladesh, Kamrul Hasan, l’evacuazione di 750mila persone nella nazione asiatica ha permesso di evitare il peggio. Ciò nonostante, numerose località risultano isolate, e molti collegamenti stradali sono attualmente impraticabili. A Sittwe, città costiere birmana nella quale vivono 150mila persone, le comunicazioni sono state interrotte e numerose vie si sono trasformate in fiumi in piena.
In varie zone si segnalano inoltre case scoperchiate dalla furia del vento e linee elettriche abbattute. In un campo profughi a Kyaukphyu, nello stato birmano di Rakhine, in particolare, le raffiche hanno abbattuto numerose capanne rudimentali in legno.
Fortunatamente, per ora il bilancio provvisorio indica solamente tre vittime accertate. Nulla rispetto a ciò che accadde con il passaggio del tifone Nargis nel maggio del 2008: all’epoca i morti furono più di 138mila e i danni calcolati in 12,9 miliardi di dollari.
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