Innalzamento dei livelli del mare e cementi, così le spiagge sono sotto attacco su tutti i fronti. L’allarme di Legambiente e una proposta parlamentare.
Mocha, il ciclone più potente degli ultimi dieci anni, si è abbattuto domenica 14 maggio sulle coste di Bangladesh e Myanmar.
Il ciclone Mocha, il più potente degli ultimi dieci anni, ha toccato terra nella giornata di domenica in Bangladesh e Myanmar. Il tifone era classificato in categoria 5 (la massima possibile) nella scala di Saffir-Simpson: con venti che hanno raggiunto i 195 chilometri all’ora, l’impatto è stato devastante.
L’area colpita – tra Cox’s Bazar in Bangladesh e Sittwe nel Myanmar – risulta tra l’altro particolarmente vulnerabile non solo a livello di infrastrutture, ma anche per il fatto che nella zona si trova più di un milione di rifugiati. Sono infatti centinaia le abitazioni, già precarie, che sono state danneggiate dal passaggio dell’evento meteorologico, abitate soprattutto da rifugiati di etnia rohingya.
Secondo un responsabile dei soccorsi del Bangladesh, Kamrul Hasan, l’evacuazione di 750mila persone nella nazione asiatica ha permesso di evitare il peggio. Ciò nonostante, numerose località risultano isolate, e molti collegamenti stradali sono attualmente impraticabili. A Sittwe, città costiere birmana nella quale vivono 150mila persone, le comunicazioni sono state interrotte e numerose vie si sono trasformate in fiumi in piena.
In varie zone si segnalano inoltre case scoperchiate dalla furia del vento e linee elettriche abbattute. In un campo profughi a Kyaukphyu, nello stato birmano di Rakhine, in particolare, le raffiche hanno abbattuto numerose capanne rudimentali in legno.
Fortunatamente, per ora il bilancio provvisorio indica solamente tre vittime accertate. Nulla rispetto a ciò che accadde con il passaggio del tifone Nargis nel maggio del 2008: all’epoca i morti furono più di 138mila e i danni calcolati in 12,9 miliardi di dollari.
Siamo anche su WhatsApp. Segui il canale ufficiale LifeGate per restare aggiornata, aggiornato sulle ultime notizie e sulle nostre attività.
![]()
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
Innalzamento dei livelli del mare e cementi, così le spiagge sono sotto attacco su tutti i fronti. L’allarme di Legambiente e una proposta parlamentare.
Al largo dell’isola di Maiorca la temperatura del Mediterraneo ha raggiunto 33 gradi: un rischio enorme in vista dell’autunno.
Anche l’Asia colpita dagli impatti dei cambiamenti climatici: record di caldo in Corea del Sud, inondazioni in Cina e il Vietnam attende il tifone Dolphin.
Le ondate di calore sono ormai un lungo continuum: la parlamentare Patty L’Abbate chiede nuovi diritti per i cittadini e interventi politici attivi.
Gli incendi definiti di “sesta generazione”, i più violenti ed estesi, sono sempre più frequenti in Europa, per colpa dei cambiamenti climatici.
Nella Gironde in Francia e nei pressi di Madrid in Spagna incendi giganteschi hanno divorato decine di migliaia di ettari di vegetazione
Francia, Spagna, Portogallo e Grecia sono impegnate a combattere gli incendi, alcuni dei quali ancora fuori controllo.
Un indicatore sempre più citato negli studi di climatologia è lo squilibrio energetico della Terra, cruciale per capire i cambiamenti climatici.
Doppio allarme delle associazioni ambientaliste: tagliati i fondi alle Regioni per il ripristino della natura, ritardi sulla giustizia climatica.
