Uno studio conclude che la tempesta Harry che ha colpito il Sud Italia sarebbe stata meno devastante in assenza del riscaldamento globale.
Il parlamento cinese ha approvato una tassa che punisce gli autori di emissioni inquinanti, ma è ancora insufficiente.
Il cielo è grigio sopra Pechino, terribilmente e irrimediabilmente grigio, come le dense nuvole di fumo che escono dalla moltitudine di ciminiere che sorgono in tutto il Paese. La Cina è la nazione al mondo che emette più gas serra, l’inquinamento rappresenta una gravissima minaccia per i cinesi, uno studio pubblicato su Plos One ha calcolato che uccide una media di quattromila persone al giorno, e per l’intero pianeta. In 24 città sono state registrate punte di inquinamento che hanno superato anche cento volte i livelli prescritti dall’Organizzazione mondiale della sanità e il governo ha imposto l’immediata chiusura di fabbriche e scuole e l’interruzione di ogni tipo di trasporto.
Per cercare di contrastare l’inquinamento e migliorare la qualità dell’aria il parlamento cinese ha approvato una legge che tassa le industrie che inquinano aria, acqua e suolo. È la prima volta che viene introdotta una legge di questo genere nel paese asiatico. La nuova tassazione prevede costi differenziati a seconda della tipologia di inquinamento.
La tassa imporrà alle industrie siderurgiche di pagare 12 yuan (circa 1,65 euro) ogni 0,95 kg di diossido d’azoto o di zolfo emessi, le industrie minerarie dovranno versare 15 yuan per tonnellata di rifiuti e fino a mille per i rifiuti considerati pericolosi, mentre le centrali termiche pagheranno 25 yuan per tonnellata di ceneri prodotte. Oltre all’inquinamento atmosferico sarà punito anche l’inquinamento acustico, la multa sarà proporzionata all’entità del superamento dei limiti previsti dalla legge.
La legge, che sarà applicata a partire da gennaio 2018, amplierà la gamma dei reati che costituiscono i “crimini ambientali”, in questo modo sarà più facile intraprendere azioni legali contro gli inquinatori. “L’inquinamento atmosferico è diverso dall’inquinamento dell’acqua o del suolo – ha spiegato Yan Maokun, direttore del Dipartimento ricerche della suprema corte del popolo – è estremamente difficile ottenere le prove per i crimini relativi all’inquinamento atmosferico in quanto, dopo essere stato emesso, si disperde rapidamente”. Le nuove regole potrebbero dunque permettere ai procuratori di perseguire con maggiore efficacia i colpevoli, concentrandosi su reati specifici.
La legge rappresenta un passo avanti per la Cina, seppur tardivo, ma è colpevolmente parziale poiché il diossido di carbonio e i rifiuti nucleari sono stati esclusi dalla norma.
Siamo anche su WhatsApp. Segui il canale ufficiale LifeGate per restare aggiornata, aggiornato sulle ultime notizie e sulle nostre attività.
![]()
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
Uno studio conclude che la tempesta Harry che ha colpito il Sud Italia sarebbe stata meno devastante in assenza del riscaldamento globale.
Sicilia, Sardegna e Calabria sono le tre regioni più colpite dalla tempesta Harry. Ingenti i danni, ma non ci sono state vittime.
Facendo seguito a una proposta avanzata in estate, il presidente degli Stati Uniti Trump abrogherà un testo fondamentale: l’Endangerment finding.
Trump ha annunciato l’uscita degli Stati Uniti da 66 organizzazioni internazionali, comprese quelle che si occupano di clima e ambiente.
Un novembre promettente, una prima parte di dicembre negativa, un recupero a Natale. La situazione della neve in Italia resta complessa.
Tra i mesi di ottobre 2024 e settembre 2025 la temperatura media nell’Artico è stata di 1,6 gradi centigradi più alta rispetto al periodo 1991-2020.
Uno studio spiega che, nella fase di “picco”, perderemo tra 2 e 4mila ghiacciai all’anno. Quelli delle Alpi tra i primi a scomparire.
Sulla base di un accordo del 2023, parte degli abitanti delle isole Tuvalu (che saranno sommerse dal Pacifico) potrà rifugiarsi in Australia.
Il servizio Copernicus ha pubblicato i dati relativi ai primi undici mesi del 2025: il riscaldamento climatico sfiorerà il record dello scorso anno.


