Mentre l’agricoltura convenzionale subisce l’aumento del costo e la scarsa reperibilità dei fertilizzanti chimici di sintesi, l’agricoltura biologica si dimostra più resiliente e capace di rispondere alle crisi. Il parere degli esperti.
A Ouagadougou si costruiscono orti e si piantano alberi per proteggere la città dalle ondate di calore e produrre cibo locale e accessibile.
A Ouagadougou, la capitale del Burkina Faso, Africa Occidentale, si punta a costruire una cintura verde fatta di orti e alberi che circondi la città. Il progetto è nato alla fine degli anni ‘70 con l’obiettivo di contrastare l’avanzata del deserto, proteggere la città dal vento, dalla polvere e dall’erosione del suolo, conservare la biodiversità e produrre cibo ma, dopo i primi 1.000 ettari di terreno riqualificati, ha subito una battuta d’arresto.
Nell’ultimo decennio, però, dopo la sottoscrizione del Milan Urban Food Policy Pact da parte del Comune di Ouagadougou, la cintura verde ha ricevuto un nuovo impulso: l’intento è quello di combattere il caldo in città e promuovere l’agricoltura urbana per contribuire a sfamare due milioni e mezzo di abitanti.
Secondo i dati della Fao un terzo del territorio del Burkina Faso è degradato, con un tasso medio di degrado stimato di 360mila ettari all’anno. Nel 2024 un’ondata di calore ha fatto salire il termometro oltre i 42 gradi con conseguenze tragiche. Per resistere, oggi a Ouagadougou si piantano alberi, si costruiscono pozzi, si organizzano corsi di formazione. I residenti in città hanno diritto a un appezzamento dove coltivare, facendo dell’agricoltura la propria attività. E chi si trasferisce dalla campagna alla città, può continuare a fare il contadino.
All’interno del programma strategico di sviluppo della cintura verde del Comune di Ouagadougou, il progetto Nutrire la città, finanziato dall’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo e coordinato da Acra con Mani Tese e altre associazioni, ha l’obiettivo di migliorare la produzione agricola urbana favorendo l’accesso a cibo sano, nutriente e locale per le persone più fragili, sensibilizzando la popolazione sull’importanza della sostenibilità ecologica e alimentare.
Le attività, con oltre 265mila beneficiari diretti, comprendono la sperimentazione di tecniche agroecologiche di produzione agricola in 15 ettari della cintura verde di Ouagadougou, l’avvio di un sistema pilota per la gestione delle mense scolastiche in dodici scuole, la realizzazione di un sistema di e-commerce per favorire la commercializzazione dei prodotti locali e sostegno ai produttori.
Visualizza questo post su Instagram
La visione di sviluppo della municipalità e degli stakeholder coinvolti prevede che, entro il 2040, la cintura verde sarà un punto di riferimento agroecologico ben sviluppato, in linea con la sua vocazione, una fonte di produzione sostenibile di cibo sano e nutriente e di specie locali in via di estinzione, in grado di contribuire alla sovranità alimentare, un sito che offre posti di lavoro verdi a donne, giovani e altri gruppi vulnerabili di Ouagadougou.
Siamo anche su WhatsApp. Segui il canale ufficiale LifeGate per restare aggiornata, aggiornato sulle ultime notizie e sulle nostre attività.
![]()
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
Mentre l’agricoltura convenzionale subisce l’aumento del costo e la scarsa reperibilità dei fertilizzanti chimici di sintesi, l’agricoltura biologica si dimostra più resiliente e capace di rispondere alle crisi. Il parere degli esperti.
La frequenza e l’intensità degli eventi di caldo estremo sono in aumento: agricoltura e allevamento sono i settori colpiti più duramente con stress per le colture, gli animali e i lavoratori.
Negli ultimi decenni la pesca della maggior parte delle popolazioni di tonno è passata da una pratica intensiva che ha messo a rischio le popolazioni ittiche a una gestione virtuosa che rispetta l’equilibrio dell’ecosistema. Grazie anche alla certificazione MSC.
Le parole sanno sempre arrivare dritte al cuore. Così quando parliamo di terreno o suolo fertile, parliamo di humus. E “humus” ha la radice di “umano”.
Il Salvagente ha elaborato una classifica della frutta e della verdura italiana considerando il multiresiduo, ovvero la presenza simultanea di residui di pesticidi diversi su un solo campione.
Secondo uno studio di alcune università italiane, l’accessibilità economica di una dieta sana in Italia non è omogenea nel tempo e nello spazio. Il costo può superare anche i 200 euro mensili.
Un rapporto sugli allevamenti in Lombardia svela come il sistema produttivo intensivo superi le capacità del territorio causando problemi alla salute delle persone, dell’ambiente e degli animali.
La campagna “Per la salute, le api e gli agricoltori” punta a impedire che vengano concesse autorizzazioni illimitate per i pesticidi. I cittadini europei possono firmare la petizione online.
Un test di Altroconsumo ha evidenziato come spesso i burger vegetali contengano additivi e sale in quantità elevate, rivelandosi cibi ultra-processati.


