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Uccisi 4 palestinesi e 4 israeliani in una settimana. 8 ragioni per cui la Cisgiordania è fuori controllo

Otto persone sono state uccise in Cisgiordania nel mese di ottobre, quattro palestinesi e quattro israeliani. Questo dopo che la bandiera palestinese è stata issata per la prima volta alle Nazioni Unite.

Settembre si è chiuso con l’innalzamento della bandiera palestinese alle Nazioni Unite, ma il mese che è appena cominciato ha visto un’intensificazione della violenza in Cisgiordania, la parte più estesa dei Territori palestinesi. Scontri tra palestinesi e l’esercito israeliano hanno causato la morte di due adolescenti palestinesi e ferito quasi 500 loro connazionali. Altri due adolescenti palestinesi sono stati uccisi dalla polizia israeliana in seguito ad attacchi che hanno visto la morte di quattro israeliani per mano di palestinesi.

Il 10 settembre l’Assemblea generale dell’Onu che riunisce tutti i 193 stati membri ha votato a favore dell’innalzamento della bandiera degli stati osservatori, cioè la Palestina e la Città del Vaticano. Solo Israele, Stati Uniti e altri sei paesi hanno votato contro la mozione. La bandiera palestinese è stata issata nella sede dell’Onu a New York, negli Stati Uniti, il 30 settembre.

 

Solo qualche giorno dopo, il 4 ottobre, il presidente dello Stato di Palestina Mahmous Abbas ha parlato degli scontri tra palestinesi e forze israeliane con il segretario generale delle Nazioni unite Ban Ki-moon. Ha chiesto al leader Onu di agire “prima che le situazione vada fuori controllo”. L’epicentro della violenza è la moschea al-Aqsa, nella città vecchia di Gerusalemme e il governo israeliano ha vietato l’ingresso nella città vecchia a tutti gli uomini palestinesi non residenti.

 

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La moschea di al-Aqsa nella Città Vecchia di Gerusalemme © Ilia Yefimovich/Getty Images

 

I palestinesi hanno lanciato sassi e la risposta israeliana è stata sparare gas lacrimogeni e pallottole vere e di gomma, uccidendo due adolescenti palestinesi. Il diciottenne Hutheifa Suleiman è stato colpito a morte durante una dimostrazione che si è tenuta nella città di Tulkarn il 4 ottobre. Secondo l’esercito israeliano stava lanciando bombe incendiarie e sassi contro i soldati. Abdel-Rahman Abeidallah, che si pensa avesse tredici anni, è stato ucciso il 5 ottobre da un colpo d’arma da fuoco nel campo profughi di Aida nella città di Betlemme. Alcuni testimoni hanno dichiarato che non era coinvolto nelle dimostrazioni ma stava semplicemente osservandole fuori da scuola.

 

L’aumento delle tensioni in Cisgiordania ha visto la morte anche di quattro israeliani questo mese. Una coppia, Eitam e Naama Henkin, è stata uccisa di fronte ai loro quattro figli mentre viaggiavano in auto nella città di Nablus il primo ottobre. Le autorità israeliane dicono di aver arrestato cinque uomini sospettati dell’omicidio. Un soldato in borghese è stato pugnalato a morte dal dicianovenne palestinese Muhammad Halabi, poi ucciso a sua volta dalla polizia israeliana, il 3 ottobre. Un altro accoltellamento, avvenuto il giorno seguente, ha tolto la vita a un quindicenne ebreo avvenuto per mano del palestinese Fadi Alloun, diciannove anni, anche lui ucciso dalla polizia israeliana. Testimoni rivelano che avesse pugnalato il ragazzo in seguito a un attacco nei suoi confronti da parte di un gruppo di israeliani. Un video mostra l’uccisione di Alloun mentre scappa dalla polizia e dalla folla.

Il primo ministro d’Israele Benjamin Netanyahu ha reagito con forza alla violenza in Cisgiordania annunciando che, assieme ad altre misure, verranno demolite le case dei palestinesi trovati a lanciare sassi. L’organizzazione umanitaria Mezzaluna rossa palestinese ha dichiarato lo stato d’emergenza in Cisgiordania in seguito a quattordici attacchi al suo personale e ai suoi veicoli da parte delle forze israeliane.

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