Come sarà l’Amazzonia tra 50 anni

Come si comporterà l’Amazzonia tra 50 anni, quando la concentrazione di CO2 potrebbe essere di 600 ppm? Uno studio internazionale cerca di capirlo.

Un gruppo di scienziati provenienti da 20 istituzioni sparse in giro per il mondo sta dando il via al programma di misurazione dell’assorbimento di CO2 dell’Amazzonia, seguendo l’ipotesi secondo cui la concentrazione globale di anidride carbonica tra 50 anni sarà di 600 parti per milione (ppm), un terzo in più di adesso.

 

Dal team sarà utilizzato modello inglese dell’Hadley Centre, che prevede per il 2100 una quantità di CO2 nell’aria variabile tra le 669 e le 1.130 ppm. Il luogo dell’esperimento sarà il Brasile, in alcuni lotti di foresta a nord di Manaus: queste zone saranno “inondate” da una elevata concentrazione di CO2 per verificare in che modo reagiranno le piante tropicali.

 

Carlos Nobre, uno degli scienziati che si occupano della ricerca, membro del Ministero della Scienza brasiliano e dell’Ipcc afferma che “I risultati saranno di grande importanza anche per le altre foreste tropicali, per capire meglio il ciclo globale del carbonio e comprendere come queste aree verdi saranno colpite dai cambiamenti climatici nel corso di questo secolo”.

 

Secondo alcuni scienziati, infatti, con più CO2 le piante cresceranno meglio e potranno contribuire meglio a mantenere l’equilibrio globale; per altri, invece, il riscaldamento globale danneggerà irreparabilmente una parte di foresta, portando ad un aggravamento della situazione.

 

Il progetto durerà 13 anni e avrà un costo di 78 milioni di dollari. Il governo brasiliano, insieme alla Banca di Sviluppo Inter-Americana, ne finanzierà la primissima parte con 1,2 milioni di dollari.

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