Il futuro degli animali migratori, ecco cosa si è deciso alla conferenza sulle specie migratorie

Si è conclusa nelle Filippine la conferenza delle parti della Conservation of migratory species of wild animals dedicata alla conservazione delle specie migratorie.

Il loro futuro è il nostro futuro, questo era il tema della dodicesima conferenza delle parti della Convention on the conservation of migratory species of wild animals (Cop12 Cms), svoltasi a Manila, Filippine, dal 23 al 28 ottobre e dedicata appunto alla conservazione delle specie migratorie. Gli animali migratori e la nostra specie condividono dunque lo stesso destino e devono superare le stesse minacce, come cambiamenti climatici, deforestazione e inquinamento. Queste specie svolgono inoltre insostituibili servizi ecosistemici, determinanti per il nostro benessere e la nostra sopravvivenza. “Gli animali migratori svolgono un ruolo cruciale negli ecosistemi del nostro pianeta, agiscono come impollinatori, disperdono semi, controllano i parassiti, sono fonte di cibo e reddito e sono un’inesauribile fonte di ispirazione per le persone nelle Filippine e in tutto il mondo con i loro intrepidi viaggi attraverso deserti e oceani”, ha dichiarato Theresa Mundita Lim, direttore dell’Ufficio di gestione della biodiversità (Bmb) e responsabile delle Filippine per il Cms.

Due cavalli di Przewalski
Il cavallo di Przewalski è l’unica specie di cavallo selvatico sopravvissuta. La specie è fortemente minacciata ma grazie a progetti di conservazione e reintroduzione il numero di questi animali è in aumento © Jeff J Mitchell/Getty Images

Fauna selvatica e sviluppo sostenibile

L’incontro di Manila è stato il più grande vertice sulla fauna selvatica del 2017 e ha visto la partecipazione di oltre 500 delegati provenienti da più di 120 paesi. È la prima volta che questa conferenza triennale, che riunisce gli stati attraversati dalle rotte migratorie degli animali e pone le fondamenta giuridiche per varare misure di salvaguardia coordinate a livello internazionale, si tiene in Asia. Il tema della Cop 12 mira ad evidenziare il legame tra la fauna selvatica mondiale e gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite.

L’obiettivo della Cop 12

Durante il vertice sono state presentate una serie di proposte e iniziative per proteggere le specie migratrici, siano esse acquatiche, terrestri o volanti. I rappresentanti dei governi partecipanti hanno approvato azioni collettive volte alla conservazione di numerose specie, molte delle quali in pericolo critico di estinzione.

Le nuove specie da proteggere

In particolare sono state prese decisioni sul futuro di 34 specie, sono infatti state proposte nuove specie da inserire nelle appendici Cms che includono gli animali meritevoli di protezione o la modifica dello status di alcune specie già presenti. Tra questi il leone africano, tutte le sottospecie di leopardo, dieci specie di avvoltoi, lo squalo balena, l’asino selvatico africano (di cui sopravvivono in natura appena 70 esemplari), l’antilope chinkara, il cavallo di Przewalski, l’urial e alcuni pipistrelli sudamericani.

Coppia di leoni
Secondo la Iucn le popolazioni di leone africano sono in costante declino, ad eccezione di alcune aree © Ingimage

I risultati della Cop 12

Tutte le proposte relative alla fauna marina sono state approvate, questo significa che tre specie di squalo e tre specie di razza riceveranno una maggiore protezione. Notizie positive anche per gli uccelli, l’aquila delle steppe, quattro specie di avvoltoi asiatici, cinque specie di avvoltoi africani, l’avvoltoio orecchiuto e la fregata dell’isola di Christmas sono stati inseriti nell’Appendice I del Cms. La sterna stolida nera, l’Emberiza sulphurata, l’averla minore e l’averla maggiore sono invece ora elencate nell’Appendice II (l’Appendice I comprende specie migratrici che sono state valutate come in pericolo di estinzione, mentre l’Appendice II riguarda le specie migratorie che hanno uno status di conservazione sfavorevole e che richiedono accordi internazionali per la loro conservazione e gestione).

La prima volta di giraffe e scimpanzé

È stata inoltre inserita per la prima volta in un elenco della Cms la giraffa, che sta purtroppo subendo un generale declino e che conta attualmente meno di 90mila esemplari in natura. Anche lo scimpanzé è ora elencato in entrambe le appendici Cms, la specie più vicina a noi ha subito un calo del 50 per cento delle popolazioni selvatiche e sta subendo una drammatica perdita di habitat. In totale la Cop 12 ha certificato una maggiore protezione a 12 specie di mammiferi, 16 specie di uccelli e 6 specie di pesci.

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