Cop17, per la prima volta le Nazioni Unite riconoscono un progetto italiano per il ripristino degli ecosistemi

Forestami, progetto di forestazione urbana nella Città metropolitana di Milano, ha ricevuto alla Cop17 il premio World restoration flagship delle Nazioni Unite, che riconosce progetti impegnati nel recupero di aree ecologicamente degradate.

Come possiamo riportare la natura e la biodiversità nelle nostre città? È la domanda a cui prova a dare una risposta pratica Forestami, il progetto di forestazione urbana della Città metropolitana di Milano che punta ad aumentare del 5 per cento la copertura arborea del territorio entro il 2030. Un progetto che il 29 ottobre ha ricevuto un importante riconoscimento internazionale: durante la Cop17 delle Nazioni Unite sulla biodiversità, in corso a Yerevan, in Armenia, Forestami è stato premiato con il World Restoration Flagship Award, premio che riconosce i progetti impegnati nel recupero di aree ecologicamente degradate. Diventando, inoltre, il primo progetto italiano a ottenere questo riconoscimento e l’unico europeo tra gli otto selezionati nel 2026.

Cambiare l'orizzonte di una città, un albero alla volta. Il progetto Forestami è stato premiato dalle Nazioni Unite alla Cop17 come World Restoration Flagship
Cambiare l’orizzonte di una città, un albero alla volta. Il progetto Forestami è stato premiato dalle Nazioni Unite come World Restoration Flagship

In questi giorni siamo alla Cop17 proprio con Forestami e l’annuncio è arrivato durante il Restoration day, la giornata della Cop17 dedicata al ripristino degli ecosistemi. Il riconoscimento premia progetti di recupero ambientale su larga scala e, per la prima volta, è stato assegnato anche a iniziative sviluppate in contesti urbani. Insieme a Milano sono state riconosciute le esperienze di Seattle, negli Stati Uniti, e Barranquilla, in Colombia.

Il premio Restoration flagship alla Cop17

A ritirare il premio a Yerevan è Maria Chiara Pastore, docente del Politecnico di Milano e direttrice scientifica di Forestami, e l’ambasciatore italiano in Armenia Alessandro Ferranti, in rappresentanza del governo italiano. “Non si tratta solo di piantare alberi ma trasformare la conoscenza scientifica in azione collettiva, riconnettere le persone alla natura e rendere la biodiversità una parte essenziale del nostro futuro urbano”, ci ha raccontato. “Questo premio è anche una responsabilità per ispirare altre città“.

Il riconoscimento rientra nel Decennio delle Nazioni Unite per il ripristino degli ecosistemi (2021-2030), che punta a prevenire e invertire il degrado degli ecosistemi terrestri e acquatici. I progetti selezionati come World Restoration Flagship vengono presentati come esempi di interventi che possono contribuire agli obiettivi internazionali di ripristino. La presenza delle aree urbane dà un’ulteriore conferma delle azioni necessarie anche delle nelle città, che possono comprendere interventi sulla vegetazione, sul suolo e sulle connessioni ecologiche tra aree verdi, in quei territori dove edifici e infrastrutture occupano una parte consistente dello spazio disponibile.

I progetti urbani premiati oltre alla Città metropolitana di Milano sono il Green Seattle partnership, negli Stati Uniti, che in vent’anni ha già ripristinato 831 ettari di foreste urbane e piantato 1,5 milioni di piante autoctone coinvolgendo cittadini, scuole e volontari nella rimozione delle specie invasive, nella piantumazione e nella cura delle foreste. E Urban nature reborn, a Barranquilla in Colombia, un progetto che punta al recupero della Ciénaga de Mallorquín, zona umida costiera dove vengono ripristinate le mangrovie e altri habitat naturali, coinvolgono anche le comunità locali, creando opportunità di lavoro per pescatori, guide naturalistiche e piccole attività legate al turismo.

Forestami e l’obiettivo di aumentare la copertura arborea di Milano

In questi giorni insieme a Forestami abbiamo capito che quando si parla di riforestazione dobbiamo partire dalla tree canopy cover, ovvero la percentuale di superficie del territorio coperta dalle chiome degli alberi. A differenza del numero di piante messe a dimora, questo parametro permette di considerare lo spazio effettivamente occupato dalla vegetazione arborea e la sua evoluzione nel tempo. L’obiettivo di Forestami è aumentare del 5 per cento la copertura arborea della Città metropolitana di Milano entro il 2030, creando una rete vegetale, migliorando le connessioni tra le aree verdi e favorendo la biodiversità. L’aumento della copertura arborea ha degli effetti positivi che in questo periodo di crisi ambientale e climatica hanno un ruolo sempre fondamentale nei contesti urbani: ridurre le temperature e le isole di calore e migliorare la qualità dell’aria.

La questione è particolarmente rilevante in un territorio fortemente inquinato e urbanizzato come quello della Città metropolitana di Milano. A livello nazionale, gli ultimi dati sul consumo di suolo mostrano quanto sia difficile conservare e recuperare spazio per la vegetazione. Secondo il rapporto Ispra presentato il 27 ottobre, nel 2025 sono stati consumati altri 102,4 chilometri quadrati di suolo, il 22,4 per cento in più rispetto all’anno precedente. Nello stesso periodo sono scomparsi 4.231 ettari di aree verdi e 320 ettari di copertura arborea. Il rapporto individua però anche 3.281 chilometri quadrati di superfici potenzialmente utilizzabili per la forestazione urbana in Italia.

Cop17 e ripristino della natura

“Taking action for nature”, agire per la natura, è il tema della Cop17 sulla biodiversità. Un richiamo alla necessità di tradurre gli impegni internazionali in interventi concreti, proprio mentre i Paesi sono stati chiamati a verificare per la prima volta i progressi verso gli obiettivi del Quadro globale per la biodiversità di Kunming-Montreal, adottato nel 2022. Sono 23 gli obiettivi da raggiungere entro il 2030, dalla protezione degli ecosistemi alla riduzione dell’inquinamento, fino al ripristino delle aree ecologicamente degradate. Il primo bilancio globale mostra però che gli impegni e le azioni intraprese finora non sono sufficienti. A Yerevan si discute quindi anche di come accelerare gli interventi, di quali risorse economiche servano e di come ridurre i sussidi che danneggiano la biodiversità.

Tra i 23 obiettivi del Quadro globale per la biodiversità, due sono particolarmente legati al lavoro di Forestami. Il target 2 prevede che almeno il 30 per cento delle aree degli ecosistemi degradati sia sottoposto a interventi di ripristino efficaci entro il 2030. Il target 12 riguarda invece gli spazi verdi e blu nelle città e nelle aree densamente popolate, di cui chiede di aumentare superficie, qualità dell’aria, connessione ecologica e accessibilità. Quest’ultimo obiettivo riconosce il ruolo della pianificazione urbana nel favorire la biodiversità e migliorare la salute e il benessere delle persone. Gli interventi possono comprendere il recupero di superfici impermeabilizzate, la creazione di nuovi spazi verdi e il miglioramento delle connessioni tra gli habitat esistenti. È in questo quadro che si colloca il riconoscimento assegnato a Forestami.

Durante il Restoration day è arrivata anche una notizia incoraggiante sul ripristino degli ecosistemi. Il rapporto Nature’s Comeback, la prima valutazione globale dei progressi compiuti a metà strada del Decennio delle Nazioni Unite per il ripristino degli ecosistemi, mostra che gli interventi stanno producendo risultati concreti, dal recupero di specie minacciate alla creazione di oltre un milione di posti di lavoro verdi. “A cinque anni dall’inizio del decennio il messaggio è chiaro: il ripristino funziona, il ritorno delle specie non solo è possibile ma sta anche già accadendo”, ha dichiarato Qu Dongyu, direttore generale della Fao. “Ma non stiamo ancora ripristinando la natura alla scala o alla velocità necessarie”, ha sottolineato Inger Andersen, direttrice esecutiva dell’Unep. Il rapporto sottolinea infatti la necessità di accelerare i finanziamenti e le azioni ma soprattutto di colmare quei vuoti che impediscono di implementare e mantenere le azioni di ripristino, includendo in particolare le comunità locali.

Cop17 Yerevan Armenia
Il 29 ottobre è stato il Restoration day alla Cop17 di Yerevan, in Armenia

Verso gli obiettivi al 2030

In questi giorni in cui ci si avvicina alla conclusione dei negoziati e ci si domanda, quindi, come mettere a terra gli obiettivi prefissati, la società civile e le organizzazioni presenti chiedono che questa Cop17 sia “un luogo che ricorderemo come coraggioso, in grado di lasciare un’eredità concreta”. Parlando di questa concretezza le organizzazioni che rappresentano anche i giovani e le comunità indigene chiedono che in queste azioni ci sia inclusione di voci e di conoscenze locali.

In questo senso, guardando al progetto Forestami come vincitore del premio, notiamo come sia riuscito a mettere insieme amministrazioni locali, università, imprese, cooperative sociali e cittadini in una collaborazione che nel tempo si è allargata a buona parte del territorio metropolitano. A luglio 2026 erano 83 i Comuni ad aver aderito al progetto, con altri 11 in fase di adesione, e il lavoro coinvolge dieci cooperative sociali e si affianca alla ricerca scientifica del Politecnico di Milano, dell’Università degli Studi di Milano e dell’Università di Milano-Bicocca, che studiano la biodiversità urbana, gli impollinatori e l’accessibilità agli spazi verdi. Non solo, con Scuola Forestami il progetto è entrato da anni anche nelle scuole, e da quest’anno con Forestami Academy – “Tra le chiome” con un percorso dedicato alla copertura arborea.

© Forestami

Il tema scelto per la Cop17, agire per la natura, riporta quindi l’attenzione soprattutto su ciò che ancora c’è da fare. Il primo bilancio globale ha mostrato che i progressi sono insufficienti rispetto agli obiettivi del 2030. Nei prossimi quattro anni sarà necessario accelerare gli interventi di ripristino, anche nelle città, supportare e continuare quelli già esistenti, trovare le risorse per realizzarne di nuovi e portarli avanti nel tempo.

Siamo anche su WhatsApp. Segui il canale ufficiale LifeGate per restare aggiornata, aggiornato sulle ultime notizie e sulle nostre attività.

Licenza Creative Commons
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.

Articoli correlati