Corea del Nord, gli errori di Trump che hanno rimandato la denuclearizzazione

Nel meeting in Vietnam, i presidenti di Stati Uniti e Corea del Nord non trovano l’intesa per firmare un trattato di disarmo.

Si è chiuso in anticipo e con un nulla di fatto l’incontro in Vietnam fra Donald Trump e il presidente della Corea del Nord Kim Jong-un. Il politico americano non è riuscito a far firmare al leader coreano un accordo che avrebbe portato alla denuclearizzazione dello stato asiatico. Nonostante le parole distensive di Trump, l’assenza di un’intesa ha reso vane le speranze del presidente americano che sognava di uscire dall’incontro come un portatore di pace e stabilità. Missione fallita.

Trump lascia il meeting di Hanoi con la Corea del Nord - © Tuan Mark/Getty Images
Trump lascia il meeting di Hanoi con la Corea del Nord – © Tuan Mark/Getty Images

Le richieste della Corea del Nord

L’incontro di Hanoi si sarebbe dovuto concludere con una stretta di mano fra Kim e Trump e con una conferenza stampa in stile vittorioso del magnate americano. Questo non è stato possibile perché i due leader non hanno raggiunto un punto di incontro: Trump voleva che la Corea del Nord rinunciasse alle sue testate nucleari (che si pensa siano fra le 20 e le 65 unità), ma per fare ciò Kim Jong-un pretendeva che ogni sanzione economica contro lo stato da lui presieduto fosse cancellata. Una richiesta troppo alta per gli Stati Uniti che, come affermato dallo stesso Trump, hanno preferito abbandonare il tavolo dato che “a volte bisogna andare via”.

In ogni caso entrambi i leader hanno parlato di “incontro positivo” e, anche se non è stato fissata la data di un nuovo summit, è possibile che ora le diplomazie delle due nazioni lavorino nell’ombra per raggiungere l’obiettivo. Lo stesso Kim Jong-un ha riferito: “Non sarei qui se non avessi intenzione di denuclearizzare la Corea del Nord”.

Critiche a Trump e delusione a Seul

Una volta tornato alla Casa Bianca, Trump dovrà fare i conti non solo con le accuse appena arrivate dal suo ex avvocato Michael Cohen, ma anche con le critiche dei quotidiani americani. Secondo molti dei quali gli incontri con Kim rappresenterebbero per il miliardario americano soltanto un’occasione per farsi pubblicità. I commentatori dei giornali statunitensi meno vicini al presidente si sono inoltre lanciati in battute sul fatto che Trump sia “finalmente andato in Vietnam” (in gioventù evitò la leva militare quando c’era la guerra in Vietnam adducendo un presunto problema di sperone calcaneare) e altri hanno ironizzato che per l’autore di un libro intitolato “L’arte di fare affari“, la mancata intesa con Kim rappresenti una dimostrazione delle sue scarse capacità.


Il mancato accordo, oltre ad essere stato un fallimento per Trump che sperava di poter ottenere consensi dimostrando di aver ammansito quello che è stato presentato in patria come un despota pericoloso, ha causato problemi anche in Corea del Sud. Il presidente Moon Jae-in ha cancellato la conferenza stampa nella quale avrebbe dovuto commentare un nuovo passo avanti nel complesso percorso di pace con la Corea del Nord. Il processo potrebbe al contrario essere lungo, nonostante i grandi passi avanti compiuti soltanto pochi mesi fa da Pyongyang e Seul.

Articoli correlati