Negli ultimi mesi gli Stati Uniti hanno aumentato la pressione economica su Cuba. La situazione è una crisi umanitaria drammatica.
La Corea del Nord ha fatto partire un altro missile dalla periferia di Pyongyang, che ha sorvolato il Giappone prima di terminare la sua corsa nel Pacifico.
Alle 7 di questa mattina, ora locale, la Corea del Nord ha lanciato un nuovo missile. Il razzo è partito da Sunan, alla periferia della capitale Pyongyang. Come accaduto già in occasione del precedente test, effettuato il 29 agosto, il razzo ha sorvolato per il Giappone, andandosi ad inabissare nell’oceano Pacifico, a circa duemila chilometri dall’isola di Hokkaido. I cittadini nipponici sono stati svegliati dal sistemi di allarme militare J-Alert, che prevede la diffusione di un messaggio registrato alla popolazione delle zone sorvolate.
Il lancio arriva a soli tre giorni dalla decisione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite di comminare una serie di sanzioni alla Corea del Nord, a partire dal divieto di fornire gas al regime di Kim Jong-un, fino all’embargo su una serie di esportazioni effettuate da quest’ultimo. La misura è stata votata in risposta al test nucleare eseguito il 3 settembre dalla nazione asiatica.
Il missile lanciato questa mattina sarebbe – secondo quanto riferito dalla Corea del Sud – un modello a medio raggio. Il comando americano nel Pacifico ha fatto sapere che esso “non rappresenta una minaccia diretta per Guam”, isola statunitense situata nell’oceano a 3.400 da Pyongyang che ospita numerose installazioni militari.
Washington ha reagito chiedendo alla Cina (principale alleato e sostegno economico della Corea del Nord) e alla Russia di esercitare pressione su Kim Jong-un affinché modifichi la propria politica di minacce nei confronti degli Stati Uniti e delle nazioni limitrofe.
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