Cosa dice il quinto rapporto dell’Ipcc

E’ stato pubblicato il quinto rapporto sul clima dell’Intergovernmental panel on climate change (Ipcc). Il riscaldamento globale è un problema reale.

Il giorno della pubblicazione del quinto rapporto sul clima dell’Intergovernmental panel on climate change (Ipcc) è arrivato. Il documento giunge sei anni dopo l’edizione precedente e mette a tacere tutte le discussioni sul tema ponendo il sigillo sull’unica verità che conta davvero: il riscaldamento globale è un fenomeno “inequivocabile” come dichiarato da Rajendra Pachauri, a capo dell’Ipcc, durante la conferenza stampa che si è tenuta a Stoccolma il 27 settembre. È scientificamente provato che la temperatura media globale sta aumentando e il clima sta cambiando a causa della crescita della CO2 emessa in atmosfera dall’uomo.

 

I dati del quinto rapporto, Fifth assessment report (AR5) Il rapporto pubblicato oggi è il primo di tre ed è quello che pone le basi scientifiche del cambiamento climatico. È il più delicato perché scrupolosamente sorvegliato dagli scettici che mettono in discussione l’operato del gruppo. Dal 2007 ad oggi sono state consultate 9200 pubblicazioni scientifiche, circa i due terzi del totale. Questi i principali dati:

 

  • La temperatura media globale è aumentata di 0,85 gradi tra il 1880 e il 2012. Il decennio 2000-2010 è stato il più caldo dall’inizio delle rilevazioni. Tra il 1983 e il 2012 l’emisfero settentrionale ha vissuto i trent’anni più caldi degli ultimi 1400 anni. Il rallentamento degli ultimi 15 anni non influisce sul quadro generale di lungo periodo
  • È molto probabile un aumento della temperatura di oltre i 2 gradi Celsius entro fine secolo
  • 2 gradi Celsius è la soglia oltre il quale gli scienziati sostengono che il cambiamento climatico sarà irreversibile. Per mantenere l’aumento entro questa soglia, è necessario contenere le emissioni totali entro le mille gigatonnellate di CO2, meglio se intorno alle 800-880 gigatonnellate. Il 54 per cento è stato già emesso (pari a 531 gigatonnellate) quindi possiamo emetterne altre 350
  • La concentrazione di CO2 in atmosfera non è mai stata così alta da 800mila anni. Nel 2013 ha toccato i 400 ppm. Una crescita del 40 per cento dall’epoca pre-industriale causata soprattutto dai combustibili fossili. Gli oceani finora hanno assorbito il 30 per cento delle emissioni prodotte dall’uomo e questo ha portato a una loro progressiva acidificazione
  • L’innalzamento del livello dei mari è stato pari a 0,19 metri tra il 1901 e il 2010. Salirà ancora, da 26 a 82 centimetri ulteriori, entro il 2100 secondo tutti i modelli analizzati
  • Negli ultimi due decenni lo scioglimento dei ghiacciai ha colpito la Groenlandia e l’Antartide. Anche la copertura nevosa al Circolo polare artico si è ridotta e continuerà a ridursi durante tutto questo secolo

 

Cos’è l’Ipcc, l’Intergovernmental Panel on Climate Change L’Ipcc è un gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico creato nel 1988 dalle Nazioni Unite per studiare dal punto di vista scientifico il fenomeno e fornire pareri tecnici ai governi su come arginarlo. Quest’anno hanno partecipato 831 scienziati mentre alla seduta finale, che si è tenuta a Stoccolma dal 23 settembre, hanno partecipato delegati di 195 paesi. L’Ipcc è formato da tre gruppi di lavoro. Il primo gruppo si occupa della scienza fisica; il secondo si occupa dell’impatto del riscaldamento globale sulla vita sulla Terra e delle possibili forme di adattamento naturali; il terzo fornisce pareri su come tagliare le emissioni di CO2 (mitigazione). Nel corso della sua storia l’Ipcc ha pubblicato altri quattro rapporti oltre a questo: nel 1990, 1995, 2001 e nel 2007.

 

Cosa cambia da oggi in poi I modelli climatici sono migliorati rispetto al quarto rapporto perché riproducono su scala continentale le tendenze sulla temperatura media globale nel corso di diversi decenni. I nuovi dati sono quelli su cui ora deve essere impostato il nuovo accordo internazionale sul clima da adottare nel corso della conferenza dell’Unfccc (Cop 21) che si terrà a Parigi nel 2015. Per non arrivare, come è spesso accaduto negli ultimi anni, senza una bozza di documento condivisa ed evitare che i lavori di quella conferenza si protraggano per giorni oltre la scadenza, il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon ha già chiesto la convocazione di un vertice straordinario con i capi di stato e di governo per definire i punti principali.

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