Quando nel Quindicesimo secolo i colonialisti francesi e portoghesi si spartirono la costa occidentale dell’Africa, coniarono il nome Costa d’Avorio per il piccolo stato caratterizzato da una fittissima presenza di elefanti. Se la loro popolazione continuerà a diradarsi a questo ritmo, però, ben presto l’avorio potrebbe sopravvivere solo nel nome. A partire dal 1994, infatti, il numero di esemplari è calato addirittura dell’86 per cento. L’allarme arriva da uno studio pubblicato nella rivista scientifica Plos one.
— Environmental Investigation Agency (@EIA_News) October 15, 2020
Il declino della popolazione di elefanti in Costa d’Avorio
Nel 1984 si calcolava che in Costa d’Avorio vivessero 1.790 elefanti di savana (i più grandi, possono raggiungere un’altezza al garrese di quasi quattro metri) e 3.050 elefanti di foresta (più piccoli, raramente superano i 2 metri e mezzo di altezza). Dieci anni dopo questi ultimi erano soltanto 1.611, soprattutto confinati nelle aree protette.
Ed è proprio su questi territori che si è focalizzata la ricerca condotta dalla squadra dell’università Félix Houphouët Boigny di Abidjan. Raccogliendo i dati su 25 aree protette nel periodo compreso tra il 2011 e il 2017, e incrociandoli con una lunga serie di documenti, gli studiosi sono riusciti a confermare la presenza di elefanti di foresta solo in quattro di esse. Gli esemplari, in tutto, sono appena 225. Un numero che è crollato dell’86 per cento rispetto al 1994.
La più grande minaccia per l’elefante africano è l’uomo
Lo studio è molto chiaro in merito alle cause di questo preoccupante fenomeno. “Tra i grandi mammiferi africani, l’elefante è probabilmente uno di quelli più colpiti dalle attività umane”. La minaccia più grande è la distruzione del loro habitat. Nemmeno lo status di area protetta è stato sufficiente per tutelare le 25 zone analizzate dallo studio. Su una superficie totale di oltre 3.688 chilometri quadrati, infatti, il 71 per cento è stato disboscato o trasformato in area agricola. A riprova di quanto sia pressante il tema della deforestazione, che in Costa d’Avorio procede a un ritmo più veloce rispetto a quello di tutti gli altri Stati dell’Africa subsahariana. Si stima che ogni anno vadano distrutti circa 265mila ettari di foreste.
L’Autorità europea per la sicurezza alimentare ha pubblicato il suo atteso parere scientifico sul benessere di visoni, volpi, cani procione e cincillà allevati per la produzione di pellicce.
Alle piante medicinali e aromatiche, da cui dipendono i nostri sistemi alimentari, medicinali e culturali, è dedicata la Giornata mondiale della natura selvatica 2026.
In Parlamento è iniziato l’iter per il decreto legislativo che adotterà il regolamento europeo: le associazioni chiedono più finanziamenti per il piano.
Oggi, 12 agosto, è la Giornata mondiale degli elefanti. Humane world for animals da oltre 25 anni si impegna nella tutela di uno dei mammiferi più grandi del nostro Pianeta, purtroppo a rischio di estinzione.
In un’epoca in cui consapevolezze e dati non mancano gli allevamenti intensivi continuano ad aprire, come nel caso del maxiallevamento di galline ovaiole ad Arborio. A spese di ambiente, persone e animali.
Humane World for Animals non è solo un nome, ma un’intera comunità proiettata verso un futuro in cui non esista più l’insensata divisione fra animali da amare e animali da sfruttare.