Veterinaria

Artrosi nel cane, come prevenirla e curarla con l’omeopatia

Anche per i cani l’artrosi è una malattia dolorosa e invalidante: con l’aiuto dell’esperto scopriamo come affrontarla con le cure omeopatiche.

Anche nei cani l’artrosi è una malattia diffusa e, qualche volta, invalidante. Spesso sottovalutata dai proprietari, può diventare una compagna fastidiosa per molti esemplari, limitando seriamente la loro vita e incidendo sulle attività quotidiane.

“La malattia può colpire cani di tutte le età e di ogni taglia”, spiega il dottor Mauro Dodesini, medico veterinario. Ci si accorge della presenza di artrosi perché l’animale manifesta zoppìe, cambiamenti dell’andatura e rigidità articolare. La rigidità si evidenzia soprattutto quando si rialza e passa da una posizione di riposo a una di attività. Quando il soggetto cammina, poi, l’escursione delle anche è ridotta e quando la patologia interessa questa parte del corpo i posteriori saltano ‘a coniglio’ al cambio di direzione e\o di velocità”.

Inoltre, all’osservazione quotidiana, si può notare un improvviso disinteresse per la passeggiata o per il gioco, con l’incapacità di salire o scendere le scale. L’artrosi può avere anche una componente genetico/ereditaria: molti studi stanno cercando di verificare esattamente questa ipotesi per poter intervenire in modo più mirato e preciso nella cura e nella prevenzione.

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L’artrosi può essere una malattia invalidante per i nostri amici a quattro zampe © Pixabay

L’artrosi, una malattia che può passare inosservata

Come negli esseri umani, anche nei cani la patologia artrosica non è esclusivamente a carico dell’anziano, ma può manifestarsi anche nell’adulto e nel cucciolo. “L’artrosi è causata da una riduzione della cartilagine articolare: le cellule nuove prodotte non sono in numero sufficiente per sostituire quelle consumate”, continua il dottor Dodesini.

Non sempre l’animale manifesta dolore, almeno nelle fasi iniziali della malattia: “Ci sono cani, per esempio, che amano il loro lavoro e l’attività che ne consegue, come i soggetti da caccia o quelli sportivi. Sono talmente attratti da questa occupazione che durante l’esercizio fisico non zoppicano, né mostrano dolenzia in alcun modo”, spiega l’esperto.

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Ci sono, poi, quelli intensamente emotivi che zoppicano a casa o in presenza del proprietario, ma non lo fanno assolutamente quando entrano in un ambulatorio veterinario. Diverse sono, infatti, anche le manifestazioni del dolore o del disagio del cane. “Troviamo soggetti che si lamentano e guaiscono; i cani che hanno reazioni aggressive al tocco o all’approccio del proprietario; quelli che manifestano sensibilità alla palpazione o tendono a risparmiare l’uso dell’arto colpito”, aggiunge Dodesini.

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L’artrosi non colpisce solo l’anziano, ma può presentarsi anche nei soggetti più giovani © Sarandy Westfall/Unsplash

Trattare l’artrosi con l’omeopatia

Per fugare ogni dubbio e formulare un’esatta diagnosi, il veterinario ricorrerà, quindi, a una radiografia che stabilirà la presenza della patologia e la sua gravità. Un grande aiuto nel trattamento e nella prevenzione dell’artrosi nel cane è dato dalle cure omeopatiche. “Il vantaggio di applicare l’omeopatia classica o unicista sta nella diagnosi del rimedio omeopatico costituzionale di quel particolare soggetto”, delucida Mauro Dodesini a questo proposito.

La prima visita del paziente sarà ovviamente lunga e dettagliata, per scoprire e identificare il suo tipo caratteriale, le sue probabili risposte al rimedio scelto, le reazioni e le probabilità di successo. Ogni cane ha, infatti, un proprio e specifico comportamento, e si approccia al medico o al terapeuta in modo diverso. Riconoscerne l’indole e il carattere è fondamentale nella formulazione del rimedio omeopatico.

“Il veterinario curante e il proprietario si accorgono che il cane, in un periodo che di solito varia da 1 a 3 settimane, si muove con minore rigidità. Nei successivi 3 mesi il paziente recupera una buona fluidità che gli garantisce di affrontare con facilità le passeggiate quotidiane. Poi, aumentando la potenza del rimedio, si affronta la patologia sempre più in profondità e i risultati diventano più confortanti”. Naturalmente iniziare la terapia omeopatica ai primi sintomi artrosici, non permettendo alla malattia di avanzare, può essere un ottimo mezzo di prevenzione e garantire, negli anni, una più felice e serena vecchiaia al proprio amico a quattro zampe.

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Durante la prima visita dal veterinario molti animali non si sentono a proprio agio o, addirittura, hanno forti reazioni emotive © Pixabay

Altri tipi di cure non invasive

Oltre al rimedio omeopatico ci sono diverse cure “dolci” che i nostri cani possono tentare per migliorare l’approccio alla patologia artrosica. “La fisioterapia, per esempio, è importantissima in questi casi”, spiega il dottor Dodesini. L’associazione delle tecniche fisioterapiche con il rimedio omeopatico accelera moltissimo i tempi di recupero per il paziente e aiuta il proprietario ad affrontare e a supportare la cura con attenzione consapevole e intelligenza. Il fisioterapeuta insegna quali esercizi far fare all’animale, e ne sconsiglia movimenti e giochi troppo precoci o pericolosi”.

Il proprietario con i consigli dell’esperto imparerà anche a seguire i vari miglioramenti del proprio compagno e a valutare l’efficacia stessa delle cure intraprese. Il rimedio omeopatico può essere affiancato anche da tecniche come la tecarterapia, gli ultrasuoni, la laserterapia. Basilare è anche l’uso di integratori specifici che diventa consigliabile dopo un mese circa di terapia omeopatica perché il rimedio ne ottimizza l’assorbimento. Insomma, un approccio più profondo della mera prescrizione del semplice antinfiammatorio che si limita a sopprimere il sintomo senza arrivare alla causa più profonda della malattia.

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