Il discorso di Joaquin Phoenix ai Golden globe su veganismo e cambiamenti climatici

La sua personalissima interpretazione di Joker gli è valsa un Golden globe. Durante il suo discorso di ringraziamento, però, l’attore statunitense Joaquin Phoenix ha parlato poco di cinema, lanciando invece un appello in difesa del Pianeta.

Se il 2019 è stato un anno sfavillante per Joaquin Phoenix che, oltre ad essersi meritato il plauso di pubblico e critica per essersi perfettamente calato nei panni di Joker, è stato nominato persona dell’anno dall’organizzazione con cui da tempo si batte per i diritti degli animali (la Peta), il 2020 non sembra essere da meno. Il divo statunitense, infatti, ha ricevuto il 5 gennaio un Golden globe – uno dei riconoscimenti più importanti nel mondo cinematografico – come miglior attore in un film drammatico. Proprio per il suo ruolo nella pellicola di Todd Phillips.

Leggi anche: Grazie al suo amore per gli animali, l’attore Joaquin Phoenix è la persona dell’anno 2019 per la Peta

Joaquin Phoenix Peta Golden Globe
Joaquin Phoenix, vincitore di un Golden globe come miglior attore, ha chiesto a tutti di contribuire alla lotta contro il riscaldamento globale © Rich Fury/Getty Images

Un menu vegano alla cerimonia dei Golden globe

Alla cerimonia di premiazione, tenutasi nella città di Beverly Hills in California, non ha però tenuto un banale discorso di ringraziamento. Ha invece approfittato dell’occasione per parlare a platea e colleghi di alcuni dei temi che più gli stanno a cuore. Phoenix è vegano sin dall’infanzia e da tutta la vita lotta contro lo specismo, cioè contro l’attribuzione all’essere umano di un valore superiore rispetto agli altri animali.

“Prima di tutto, voglio ringraziare l’Hollywood foreign press per aver riconosciuto il legame tra allevamenti intensivi e cambiamenti climatici”, ha esordito la star sul palco, riferendosi alla scelta degli organizzatori di proporre una cena vegana durante la serata. “È una mossa coraggiosa, che lancia un messaggio potente”.

Per l’Australia non bastano le preghiere, serve l’azione

Phoenix ha poi fatto accenno alla drammatica situazione in cui da mesi versa l’Australia, dove gli incendi hanno bruciato oltre cinque milioni di ettari di terreno in cinque stati, comprese le antiche foreste del Nuovo Galles del Sud, provocando l’emissione di circa 250 milioni di tonnellate di CO2. “È molto bello che tante persone abbiano espresso la loro solidarietà nei confronti di questo Paese, ma dobbiamo fare di più”, ha raccomandato l’attore. “Penso che tutti possiamo unirci per apportare mutamenti reali: il voto è importante, ma dobbiamo assumerci la responsabilità delle nostre azioni e fare qualche sacrificio nelle nostre vite. Per esempio, potremmo anche evitare di prendere jet privati per andare a Palm Springs [ad un paio d’ore in auto da Beverly Hills, ndr]”.

Non c’è nulla da perdere nell’essere gentili con gli altri animali.Joaquin Phoenix

Il messaggio di Russell Crowe

A tal proposito, Jennifer Aniston ha riportato un messaggio del collega neozelandese Russell Crowe, che non si è recato all’evento californiano per restare vicino ai connazionali in un momento così delicato. “Non commettiamo errori: la tragedia che si sta consumando in Australia è colpa dei cambiamenti climatici. Dobbiamo agire in base a quello che la scienza ci dice, indirizzare le nostre forze verso la transizione energetica e rispettare il Pianeta per il posto unico e magnifico qual è”.

Questi Golden globe, quindi, non sono stati unici soltanto per la vittoria di Nora Lum, la prima donna di origini asiatiche ad aver ottenuto il riconoscimento come miglior attrice in una commedia o musical. Verranno ricordati anche per l’irruenza con cui le tematiche ambientali sono entrate ad Hollywood, un luogo che, con i suoi eccessi, parrebbe molto distante dall’esigenza di adottare uno stile di vita sostenibile. Ma pure una sorta di megafono capace di amplificare concetti. La speranza è che le voci dei personaggi del mondo dello spettacolo possano così unirsi a quelle di scienziati e attivisti e raggiungere finalmente le orecchie dei politici. Che forse saranno più propensi ad ascoltare individui che godono di una certa visibilità. Come Joaquin Phoenix.

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