Cosa prevede la legge su sicurezza e immigrazione approvata dal Parlamento

Il presidente Mattarella ha promulgato il decreto sicurezza e immigrazione voluto dal ministro Salvini e approvato dal Parlamento: adesso è legge. Ecco tutte le misure.

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha promulgato il decreto sicurezza, che tecnicamente si chiama decreto di protezione internazionale, immigrazione e sicurezza pubblica, ma che in gergo è stato ribattezzato anche decreto Salvini, che  il Parlamento aveva approvato in via definitiva il 28 novembre e che interviene su molti aspetti sia delle politiche di immigrazione che sul contrasto alla microcriminalità, alla criminalità organizzata e al terrorismo.

Le nuove regole sul contrasto all’immigrazione

  • La nuova legge abroga il permesso di soggiorno per motivi umanitari, sostituito dal rilascio di permessi di soggiorno speciali in caso di condizioni di salute di eccezionale gravità, situazioni di calamità nel Paese di origine, atti di particolare valore civile.
  • Il provvedimento, inoltre, contiene diverse misure finalizzate al contrasto dell’immigrazione clandestina, come il prolungamento da 90 a 180 giorni del periodo massimo di trattenimento dello straniero nei Centri di permanenza per i rimpatri (CPR); inoltre il divieto di reingresso di uno straniero espulso è esteso nell’intero spazio Schengen. Inoltre, vengono assegnate al fondo rimpatri del Ministero dell’interno le risorse stanziate dalla legge di bilancio 2018, destinate al programma di rimpatrio volontario assistito, che possono così essere destinate anche ad altre forme di rimpatrio.
  • Per quanto riguarda la protezione internazionale, è prevista una procedura di esame immediato della domanda  qualora il richiedente sia sottoposto a procedimento penale per reati di particolare gravità e ricorrono le condizioni per il trattenimento del richiedente. In caso di risposta negativa, il richiedente ha l’obbligo di lasciare il territorio nazionale, anche nel caso in cui abbia presentato ricorso.
  • Per coloro ai quali è già stato riconosciuto lo status di rifugiato, viene ampliato il novero dei reati che, in caso di condanna definitiva, comportano la revoca (e il diniego) dello status: resistenza a pubblico ufficiale, lesioni personali gravi, lesioni personali gravi o gravissime a un pubblico ufficiale in servizio di ordine pubblico in occasione di manifestazioni sportive, mutilazioni genitali femminili, furto aggravato da porto di armi o narcotici e furto in abitazione.
  • Inoltre, il rifugiato perde il proprio status se rientra nel proprio paese di origine, anche per breve, se non per gravi e comprovati motivi (i cosiddetti profughi vacanzieri).
  • Il sistema di accoglienza dei migranti viene complessivamente ristrutturato prevedendo, tra l’altro, che il sistema Sprar sia riservato esclusivamente ai titolari di protezione internazionale e ai minori stranieri non accompagnati e non anche, come in precedenza, ai richiedenti asilo.
  • Nella ristrutturazione del sistema sono coinvolte anche le strutture di accoglienza emergenziale temporanea di cui si prevede la progressiva chiusura, e istituisce un monitoraggio sull’andamento dei flussi.
  • Nel contempo, si introduce l’obbligo da parte delle cooperative sociali che svolgono attività a favore di stranieri immigrati di pubblicare l’elenco dei soggetti a cui vengano versate somme per lo svolgimento di servizi finalizzati ad attività di integrazione, assistenza e protezione sociale.
  • Si prevede la revoca della cittadinanza (acquisita per matrimonio o naturalizzazione o concessa allo straniero nato e residente in Italia fino alla maggiore età) in caso di condanna definitiva per reati di terrorismo ed eversione.

Sicurezza urbana e antiterrorismo

  • Sul fronte della sicurezza, il decreto si propone di potenziare l’attività della polizia locale con nuove assunzioni di personale della Polizia municipale in deroga ai vincoli previsti dalla legge di stabilità per il 2016 per i comuni più virtuosi economicamente. Inoltre, si consente al personale della polizia municipale dei comuni con oltre 100mila abitanti di utilizzare, in via sperimentale, armi comuni ad impulsi elettrici, i cosiddetti taser.
  • Il provvedimento introduce anche disposizioni di natura penale, tra cui il cosiddetto daspo urbano, un divieto di accesso in specifiche aree urbane sensibili tra cui presidi sanitari, fiere, mercati, aree di pubblici spettacoli, locali pubblici e pubblici esercizi.
  • Si inserisce nel codice penale il reato di esercizio molesto dell’accattonaggio, che viene punito con l’arresto da tre a sei mesi e con l’ammenda da 3 mila a 6 mila euro e la punibilità a titolo di illecito penale sia del blocco stradale che dell’ostruzione o ingombro di strade ferrate.
No Tav Val di Susa
Una manifestazione contro la Tav in Val di Susa: da oggi i blocchi stradali o ferroviari saranno punibili anche con 6 anni di reclusione ©Stefano Guidi/Corbis via Getty Images
  • Sempre sul fronte della sicurezza pubblica, il provvedimento consente, nel corso del procedimento penale, l’uso dei braccialetti elettronici per il controllo dell’imputato soggetto alle misure dell’allontanamento dalla casa familiare.
  • Con finalità di sicurezza e di prevenzione del terrorismo, chi noleggia veicoli senza conducente avrà l’obbligo di comunicare i dati identificativi dei clienti con congruo anticipo rispetto al momento della consegna del veicolo. Per le stesse finalità, l’obbligo di far esibire il documento di identità varrà anche per l’affitto di appartamenti o stanze con contratti di durata inferiore a trenta giorni.
  • Si estende, sempre come prevenzione del terrorismo, l’applicazione del divieto di accesso alle manifestazioni sportive (il daspo vero e proprio) agli indiziati di reati di terrorismo, anche internazionale, e di altri reati contro la personalità interna dello Stato e l’ordine pubblico.

   

Lotta alle mafie

  • Il decreto detta alcune disposizioni di prevenzione e contrasto della criminalità organizzata, in particolare intervenendo sul codice antimafia:
  • Vengono inasprite le condotte degli appaltatori che facciano ricorso a meccanismi di subappalto illeciti e  viene introdotto l’obbligo per i gestori di impianti di stoccaggio e lavorazione dei rifiuti, esistenti o di nuova costruzione, di predisporre piani di emergenza interni ed esterni.
  • Si attribuisce al prefetto la facoltà di imporre l’adozione di determinati atti agli enti locali, in presenza di condotte illecite gravi e reiterate. L’incandidabilità degli amministratori locali responsabili delle condotte che hanno determinato lo scioglimento dei consigli comunali e provinciali per fenomeni di infiltrazione e di condizionamento di tipo mafioso si estende anche elezioni nazionali ed europee, oltre che alle comunali, per due turni elettorali.
  • Si prevede il rinforzo dell’organico dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati, con l’ampliamento dell’organico fino a 200 unità e la possibilità di aprire fino a 4 nuove sedi territoriali.

 

  • Viene, infine, precluso ai soggetti non in regola con la documentazione antimafia l’iscrizione agli elenchi delle associazioni e delle organizzazioni antiracket e antiusura.

Occupazioni abusive

Una serie di interventi riguardano la prevenzione e il contrasto delle occupazioni abusive.

  • Viene elevata la pena detentiva prevista per l”invasione arbitraria di terreni o edifici (dagli attuali fino a due anni a da uno a tre anni); sono ridelineate le circostanze aggravanti: è prevista la pena della reclusione da due a quattro anni e la multa da euro 206 a euro 2064 nel caso in cui il fatto sia commesso da più di cinque persone o da persona palesemente armata. Per i reati di occupazione di terreni o edifici potranno essere disposte le intercettazioni telefoniche.

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