L’eclissi di sole mette alla prova il fotovoltaico americano

Il 21 agosto in America si potrà vedere l’eclissi di sole, un test importante per il sistema elettrico americano.

Il 21 agosto milioni di persone in America volgeranno gli occhi (opportunamente schermati) al cielo per osservare l’eclissi di sole. Nello stesso giorno i tecnici saranno impegnati ad analizzare i dati per capire cosa succede al sistema elettrico. Quella di lunedì sarà infatti la prima eclissi per testare la rete elettrica del Paese nell’era dell’energia solare.

Durante l’eclissi di sole saranno oscurati 1.900 impianti solari fotovoltaici in grado di generare fino a 20 gigawatt (GW) di potenza, circa il cinquanta per cento della capacità solare installata in America (43GW). Nonostante questo, gli operatori di rete ritengono che la situazione sia sotto controllo e che ci siano abbastanza centrali elettriche a ciclo combinato alimentate a gas (le più flessibili in termini di accensione e di produzione elettrica) per evitare blackout.

L’eclissi rivelerà molto sulle modalità di produzione e consumo elettrico degli americani. John Moura della North American Electric Reliability Corp (Nerc), un organismo di regolamentazione della rete elettrica, sottolinea la grandezza della sfida. “Quando Nerc prova la resistenza del sistema, immagina di chiudere due dei tre reattori nucleari da di 3.8 GW presso l’impianto di Palo Verde in Arizona. Se i cieli saranno privi di nuvole, l’eclissi solare potrebbe avere un impatto doppio rispetto ai test simulati fino a ora, anche se l’eclissi è un fenomeno prevedibile e temporaneo”. L’esperienza servirà per affrontare le prossime due eclissi solari che nel 2024 interesseranno gli Stati Uniti che probabilmente avranno tre volte più capacità solare di oggi. “Se non siamo pronti per questo, non ho fiducia nel nostro sistema”, ha detto Moura.

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Stima del calo della produzione fotovoltaica in California durante l’eclissi di sole. Fonte: The Economist

L’eclissi solare sara un test per il sistema elettrico californiano

La California, benché non sia interessata dall’eclissi totale che invece coinvolge le zone più a nord-est, vedrà il fenomeno verificarsi al 62 per cento. Un banco di prova importante per il Paese che con i suoi 18,9 gigawatt di capacità solare è il primo produttore elettrico fotovoltaico degli Stati Uniti, seguito dal North Carolina con 3,3 GW.

Alle 10.20, quando l’eclissi getterà sulla California il suo cono di ombra maggiore, la produzione di energia solare dello Stato calerà di circa 5,6 GW prima di ricominciare a crescere per tornare a livelli normali.

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L’eclissi di sole è il banco di prova per la rete elettrica americana © Ian Hitchcock/Getty Images)

L’analisi dei fenomeni durante l’eclissi di sole

Con l’eclissi verranno testati alcuni fattori a oggi sconosciuti. Uno di questi è la variazione dei venti che cambiano durante l’eclissi e l’effetto che questa avrà sulle centrali eoliche.

Verrà analizzato anche l’incremento della domanda elettrica alla rete nel momento in cui i pannelli solari saranno oscurati, in questo modo si potrà misurare quanto produce il solare residenziale. Gli operatori stanno comunque tentando di contenere i consumi di elettricità durante l’eclissi chiedendo ai cittadini di non usare elettrodomestici e di ridurre il condizionamento, in modo da ridurre la domanda elettrica di 3,5 GW.

Gli stati interessati dall’eclissi di sole

L’eclissi totale attraverserà tutti gli Stati Uniti d’America, un evento che oltre oceano non si verifica da 47 anni, e precisamente dal 7 marzo 1970. Sarà possibile vedere l’eclissi solare totale in America e in una piccola parte di Europa e Africa. L’evento interesserà in particolare gli Stati Uniti, alcune zone del Canada, del Messico, Cuba e Caraibi. Interesserà marginalmente alcune zone dell’America Latina settentrionale, della Groenlandia, di Islanda, Scozia e Irlanda e dell’estremo nord/ovest dell’Africa, soprattutto in Marocco.

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Il 20 marzo 2015 l’Europa è stata interessata dall’eclissi di sole totale. La prossima eclissi totale sarà nel 2024 (Usa) e 2026 (Europa). © Ingimage

L’eclissi solare europea del 2015

Per gestire la situazione gli operatori del sistema elettrico americano si stanno basando anche sull’esperienza europea quando il 20 marzo 2015 sono state affrontate tre ore di eclissi con 90 GW di solare da gestire.

In Italia, durante l’eclissi solare Terna, responsabile della gestione della rete di distribuzione elettrica italiana, su richiesta dei distributori di energia elettrica, aveva programmato il distacco di 7 ore degli impianti fotovoltaici ed eolici allacciati in media tensione, per una potenza complessiva di 4.400 MW fotovoltaici e 200 MW eolici. Nessun distacco avvenne invece negli altri paesi europei.

Anche l’eclissi solare del 2015 era stata un banco di prova per gli operatori elettrici del Vecchio Continente, ed Entsoe (European Network of Transmission System Operators for Electricity) l’associazione europea che raggruppa tutti i gestori delle reti di trasmissione elettrica, aveva avvertito che l’eclissi era da prendere come un test importante, soprattutto per le ripercussioni che si sarebbero potute verificare sul sistema elettrico europeo.

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