Esplosione in un’azienda chimica a Marghera. Un ferito grave

Esplosione in un’azienda chimica a Marghera: un operaio ferito gravemente. Paura per i livelli di tossicità nell’aria, ma i primi rilievi escludono rischi.

Una esplosione nell’azienda chimica 3V Sigma di Marghera, nel cuore dell’ex polo petrolchimico di Venezia, che ha interessato un’area di circa 10mila metri quadri, si è verificata nella mattinata di venerdì 15 maggio intorno alle 10:30. Facendo scattare immediatamente le sirene di allarme e il protocollo di emergenza: immediato l’intervento di 90 vigili del fuoco, per spegnere l’incendio e mettere in salvo gli operai, due dei quali sono però rimasti feriti. Uuno di loro sembra essere purtroppo in condizioni molto gravi.

Allarme rientrato a Marghera dopo alcune ore

Vista la potenzialità tossicità dell’incendio, la centrale operativa della polizia locale ha applicato il piano per le industrie a rischio di incidente rilevante, e ha invitato tutti i residenti nella municipalità di Marghera a rimanere in casa o in luogo chiuso e tenere chiuse porte e finestre. Solo dopo diverse ore è stata dichiarata cessata l’emergenza esterna, quando il personale dell’Osservatorio rischio industriale ha provveduto alla messa in sicurezza del sito, mentre sono ancora in corso tutti i rilevamenti in laboratorio da parte  degli esperti dell’Arpav, l’agenzia regionale veneta per la protezione ambientale: i primi rilievi sui campioni di aria all’esterno dell’impianto confermano fortunatamente l’assenza di criticità ambientale.

Si tratta dell’ennesimo incidente in pochi giorni: dal 4 maggio scorso, data della parziale riapertura delle fabbriche, si contano infatti già nove casi gravi in Italia, di cui quattro mortali. Il sottosegretario all’Economia Piepaolo Baretta, attualmente candidato sindaco di Venezia, ha commentato con queste parole: “Occorre una conversione industriale che combini opportunità di lavoro con la necessaria sostenibilità ambientale. Siamo a pochi chilometri dagli incommensurabili patrimoni artistici veneziani e in un ambiente lagunare delicatissimo, non può più succedere”.

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