Alcuni agricoltori del Kansas, supportati dal Land Institute, stanno sperimentando la coltivazione del Kernza, cereale perenne che resiste meglio agli eventi estremi e sequestra più carbonio.
Una maxifrode su 7.000 tonnellate di olio spacciato come “100% italiano” che in realtà era ottenuto miscelando oli (presumibilmente) extravergini provenienti anche da Paesi extra Ue, Siria, Turchia, Marocco e Tunisia è stata scoperta e sradicata dal Corpo Forestale dello Stato. L’operazione è stata svolta in Puglia, tra le province di Brindisi e Bari, con controlli in diverse
Una maxifrode su 7.000 tonnellate di olio spacciato come “100% italiano” che in realtà era ottenuto miscelando oli (presumibilmente) extravergini provenienti anche da Paesi extra Ue, Siria, Turchia, Marocco e Tunisia è stata scoperta e sradicata dal Corpo Forestale dello Stato. L’operazione è stata svolta in Puglia, tra le province di Brindisi e Bari, con controlli in diverse aziende a Fasano, Grumo Appula e Monopoli.
Nulla di tossico, in questo caso, ma solo una scorrettezza commerciale nel dichiarare italiano un prodotto che invece il nostro suolo non l’ha mai toccato. L’olio veniva poi venduto sul mercato nazionale e internazionale (statunitense e giapponese) configurando così una frode in danno al Made in Italy.
Nel 2015 c’è stata un’invasione di olio di oliva proveniente dalla Tunisia, le cui importazioni sono aumentate del 734 per cento in un solo anno. Proprio ora che, a differenza degli anni scorsi, qui in Italia s’è avuta una produzione da record dal punto di vista qualitativo , di circa 299 mila tonnellate.
La cosiddetta Tac dell’olio era stata presentata pubblicamente pochi giorni fa a Bari dalla Coldiretti in occasione della giornata nazionale dell’extravergine italiano. È un metodo che utilizza la spettroscopia di risonanza magnetica nucleare (Nmr), in combinazione con l’analisi statistica multivariata, per scoprire la reale identità dell’olio di oliva e smascherare le frodi. In pratica la Tac “fotografa” – ha spiegato la Coldiretti – tutto quello che c’è dentro l’olio e il risultato viene confrontato con le differenti varietà di oli italiani, per capire se ha le stesse caratteristiche oppure no.
“Di fronte all’aggressione in atto nei confronti di un prodotto simbolo del Made in Italy e della dieta mediterranea – ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo – bisogna stringere le maglie della legislazione con l’attuazione completa norme già varate con la legge salva olio, la n. 9 del 2013: dai controlli per la valutazione organolettica ai regimi di importazione per verificare la qualità merceologica dei prodotti in entrata”. E, conclude Moncalvo, “è importante cogliere le opportunità che vengono dall’utilizzo delle nuove tecnologiche per combattere le frodi che allontanano i consumatori italiani e sporcano l’immagine del made in Italy sui mercati internazionali”.
A livello mondiale si registra un aumento costante del consumo di olio di oliva che ha fatto un balzo del 50 per cento negli ultimi 20 anni mentre, secondo uno studio della Coldiretti, gli italiani hanno tagliato del 25 per cento negli ultimi 10 anni gli acquisti di olio di oliva e i consumi a persona sono scesi a 9,2 chili all’anno, dietro la Spagna con 10,4 chili e la Grecia che con 16,3 chili domina la classifica.
L’Italia può contare su un patrimonio di 250 milioni di ulivi ed è l’unico Paese con 533 varietà di olive e 43 oli tutelati dall’Unione Europea. Il fatturato dell’olio d’oliva sale al valore record di 3 miliardi di euro nel 2015 realizzati per oltre la metà grazie alle esportazioni.
In queste condizioni per approfittare dell’ottima annata Made in Italy, il consiglio di Coldiretti è quello di guardare con più attenzione le etichette e acquistare extravergini a denominazione di origine Dop, in cui è esplicitamente indicato che sono stati ottenuti al 100 per 100 da olive italiane o di acquistare direttamente dai produttori nei frantoi o nei mercati di Campagna Amica. Bisogna diffidare delle bottiglie vendute a meno di 6-7 euro al litro che non coprono neanche i costi di produzione.
Siamo anche su WhatsApp. Segui il canale ufficiale LifeGate per restare aggiornata, aggiornato sulle ultime notizie e sulle nostre attività.
![]()
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
Alcuni agricoltori del Kansas, supportati dal Land Institute, stanno sperimentando la coltivazione del Kernza, cereale perenne che resiste meglio agli eventi estremi e sequestra più carbonio.
È un progetto di ricercatori di Città del Capo che ripulisce le acque di un fiume con pietre, legno e sassi e consente di irrigare gli orti di una comunità in espansione.
Uno studio italiano rivela come un microbioma alterato anticipi il manifestarsi di malattie croniche. Gli scienziati sottolineano il potenziale di prevenzione e chiedono nuove norme per i cibi ultra-processati.
Si chiama “climateflation” l’inflazione dovuta agli eventi climatici estremi: numerosi beni alimentari vedranno i prezzi salire fortemente.
Secondo un rapporto di Greenpeace, c’è il rischio che il cibo riscaldato in contenitori di plastica venga contaminato da microplastiche.
Nuove evidenze scientifiche suggeriscono un legame tra i dolcificanti artificiali senza calorie e il controllo della glicemia.
Al via un progetto per restituire vita, produzione e cura del paesaggio alla villa dell’ex imperatore romano.
Per Greenpeace i piani di espansione di Jbs sono incompatibili con gli obblighi dell’azienda in materia di clima e biodiversità e sta portando la causa al tribunale olandese.
Uno studio giapponese ha osservato una migliore qualità del sonno nei bambini nutriti con latte materno, mentre secondo uno studio norvegese esiste un’associazione tra l’allattamento al seno e un minor rischio di ADHD.

