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Lo Stato ha approvato una legge bipartisan per togliere dai pasti scolastici i cibi ultra-processati più dannosi per la salute a partire dal 2029 ed entro il 2035.
Una nuova legge approvata in California, la prima di questo genere negli Stati Uniti, eliminerà gradualmente i cibi ultra-processati nei pasti scolastici. Il “Real Food, Healthy Kids Act” (AB 1264), sostenuto da tutte le parti politiche, è stato firmato lo scorso 8 ottobre dal governatore Gavin Newson: l‘obiettivo è garantire che gli studenti abbiano accesso ad alimenti più sani e nutrienti a scuola, riducendo l’esposizione a ingredienti e additivi associati a problemi di salute.
“Per troppi studenti, i pasti che ricevono a scuola sono gli unici su cui possono contare durante la giornata, il che rende la qualità del cibo ancora più importante”, ha affermato la First Partner Jennifer Siebel Newsom. “Eliminando gli alimenti ultra-processati più preoccupanti, aiutiamo i bambini a rimanere nutriti, concentrati e pronti a imparare”.
Il testo in primis stabilisce per la prima volta una definizione statutaria di “alimento ultra-processato” negli Stati Uniti. L’identificazione si basa sulla presenza di specifici additivi (come stabilizzanti, emulsionanti, esaltatori di sapidità, coloranti o edulcoranti) combinati con alti livelli di grassi saturi, zuccheri aggiunti o sale.
Il provvedimento incarica poi il Dipartimento della sanità pubblica della California di individuare i cibi ultra-processati più preoccupanti e dannosi che dovranno essere progressivamente eliminati a partire da luglio 2029. Il divieto totale di servire questi alimenti nei vari gradi di istruzione è previsto entro il 1° luglio 2035. La legge obbliga i fornitori delle scuole a presentare rapporti annuali dettagliati sui loro prodotti e la loro classificazione come cibi ultra-processati.
La California è diventata il primo stato del Paese a rendere gratuiti i pasti scolastici per tutti gli studenti statali, indipendentemente dal reddito. Nel 2023 e 2024 ha vietato nei cibi per la scuola quattro sostanze chimiche, già proibite nell’Unione europea e in altri paesi, come il colorante rosso eritrosina e l’olio vegetale bromurato. Lo stato promuove, inoltre, il programma “Farm to School” per garantire agli studenti l’accesso a cibi di provenienza locale e nutrienti.
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