Festa de la semilla!

Il 26 gennaio

L’occasione è stata celebrata con la “Festa de la semilla”
(sementi), con la richiesta che l’ONU dichiari ufficialmente le
sementi patrimonio dell’umanità, per preservare l’esistenza
della biodiversità agroalimentare e per evitare le eccessive
speculazioni delle grandi industrie del settore (OGM, brevetti,
monopoli dei mercati).

Ci hanno riservato una calorosa accoglienza, con una singolare
“rappresentazione teatrale” all’aperto, sulla vita che scaturisce
da semi, terra e acqua, seguita dallo “scambio dei semi” con
rappresentanti di 2 paesi per continente (coorganizzato con Via
Campesina, rete diffusa in tutto il mondo).

In un’occasione così formale non potevano ovviamente mancare
i discorsi dei personaggi (Josè Bové, Aleida Guevara
– figlia di Che Guevara n.d.r. -). Importante l’intervento di uno
dei neoministri del governo Lula, che ha mostrato un’attenzione
concreta del governo verso la riforma agraria e, con la sua
presenza ha definitivamente legittimato l’insediamento.

Interessante e inaspettato l’intervento di un rappresentante della
FIOM italiana, che ha legato diritti, rivendicazioni e lotte dei
contadini con quelli dei lavoratori dell’industria. Da notare che a
fine giornata è arrivato anche Noam Chomskj, che ha parlato
facendo un parallelo con la situazione agraria in Colombia in cui
è appena stato.

Poi, con un’organizzazione impeccabile, ci hanno offerto un ottimo
pranzo con lunghissime tavolate sotto le piante (l’immancabile
churrasco, ma con gli animali del loro allevamento); quindi una
visita guidata all’insediamento (sotto un sole cocente).
L’insediamento “30 de majo” e’ stato occupato circa 12 anni fa su
terreni dello stato, parte di una smisurata colonia penale
agricola; dopo alcuni anni problematici, già da qualche
tempo gli abitanti hanno raggiunto un accordo col governo e possono
vivere in pace. 45 famiglie occupano un terreno di 850 ettari; la
suddivisione è collettiva, la gestione in parte collettiva
(circa metà delle famiglie riunite in una cooperativa), in
parte individuale. Coltivano mais, riso, verdure, allevano bovini,
maiali, pesci, producono latte e uova (alcune cifre: 6 tonnellate
di maiale ogni tre settimane, 1250 galline); il tutto in un ordine
e pulizia sorprendente. Vendono parte della produzione al mercato
della città vicina. Le abitazioni sono in un’area raccolta,
con i servizi comuni, tra cui la scuola e la cucina.

In generale vivono discretamente, decisamente meglio del resto dei
contadini brasiliani. E questo non è determinato solo
dall’autogestione: la grande organizzazione del Movimento Sem Terra
permette lo scambio di tecniche di produzione, cultura e anche
coscienza politica, aspetti questi fondamentali per contadini
provenenti dagli strati più poveri e meno acculturati della
popolazione.

La Delegazione del Consorzio Ctm altromercato a Porto Alegre
2003:
Giovanni Bridi
Giorgio Dal Fiume
Stefano Magnoni
Paolo Morini (Chico Mendes Milano)
Maurizio Ricci (Chico Mendes Milano)
Roberto Barbiero (Mandacarù Trento)

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