Acqua

Florida contro Georgia, in guerra per l’acqua

La Florida fa causa alla Georgia perché quest’ultima sta prosciugando due fiumi comuni. Le guerre per l’acqua sono ufficialmente cominciate anche in occidente.

Le dispute per l’acqua, risorsa talmente preziosa per la vita da essersi conquistata l’appellativo di “oro blu”, sono già cominciate. E non solo, come ci si potrebbe aspettare, nei Paesi in via di sviluppo.
Una di queste “guerre” si sta svolgendo da anni negli industrializzatissimi Stati Uniti d’America.

 

La Florida, meta di turisti e di pensionati benestanti, ha intentato una causa di fronte alla Corte Suprema degli Stati Uniti contro la confinante Georgia perché quest’ultima si sta accaparrando la maggior parte dell’acqua dei fiumi Chattahoochee (che lambisce anche i confini dell’Alabama) e Flint, diminuendo così pesantemente il flusso che giunge fino al mare.

 

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Fiume Chattahoochee. Foto: © picturesofatlanta.wordpress.com

La causa è stata intentata ufficialmente lo scorso ottobre dal governatore della Florida Rick Scott, dando seguito a problemi idrici che continuano da decenni. La domanda di acqua da parte della Georgia, e in particolare della capitale Atlanta, è aumentata infatti esponenzialmente, arrivando oggi a 360 milioni di galloni al giorno, pari a quasi 1.370 metri cubi d’acqua (oltre un miliardo e 300 mila litri).

 

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Rick Scott. Foto © Getty Images

Secondo la Florida, l’eccessivo consumo d’acqua della Georgia avrebbe fatto collassare la produzione e il mercato delle ostriche del bacino di Apalachicola Bay, luogo in cui si produce il 90 per cento di questi molluschi dello Stato.

 

Dal canto suo, la Georgia vorrebbe chiudere la controversia. Il governatore Nathan Deal ritiene infatti che la causa intentata sia prematura perché il Corpo degli Ingegneri dello Stato non ha ancora terminato di rivedere i piani per la gestione del sistema fluviale, termine fissato al 2017.

 

E pur non essendo parte della controversia, l’Alabama, che condivide le preoccupazioni della Florida, si augura che il governo federale proceda a un accordo trilaterale tra i tre stati coinvolti, per regolamentare l’utilizzo dell’acqua della Georgia.

 

Senza controllo, la sola città di Atlanta potrebbe raddoppiare il proprio consumo idrico entro il 2035, creando ulteriori disagi ai due stati confinanti.

 

In copertina: Atlanta, Georgia. Foto: © http://www.theinternettraveller.com/
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