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ForestaMi: a Milano tre milioni di alberi in più entro il 2030, per una città sempre più verde

L’archistar Stefano Boeri lancia un nuovo progetto di riforestazione urbana per Milano: ForestaMi prevede la piantumazione di 100mila alberi solo quest’anno, per arrivare a tre milioni di piante entro il 2030.

Si chiama ForestaMi ed è il progetto del Comune di Milano che ha l’obiettivo ambizioso, per il 2030, di piantare tre milioni di alberi, uno per ogni persona che vive nell’area della città metropolitana. L’iniziativa, inserita all’interno del piano lanciato lo scorso autunno dal Politecnico di Milano avente come responsabile scientifico l’architetto Stefano Boeri, si pone l’obiettivo di migliorare la qualità dell’aria e degli spazi verdi attraverso un intervento di forestazione urbana.

Il progetto prevede già nel 2019 la piantumazione di 100mila nuovi alberi rispettando la stagione per le piantumazioni che ricopre i mesi da novembre a marzo, per poi raggiungere quota 400mila entro il 2022, due milioni entro il 2026 – anno delle Olimpiadi invernali – e completando il percorso con tre milioni di piante entro il 2030.

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Milano, ForestaMi, Stefano Boeri
Il progetto ForestaMi prevede la piantumazione di ben tre milioni di alberi nella città di Milano entro il 2030 © Ingimage

Dove saranno piantati gli alberi

La fase preliminare all’intervento concreto ha previsto una mappatura dettagliata del territorio, portata avanti nel giro di un anno da un team di ricercatori coordinati dalla professoressa Maria Chiara Pastore. Il team ha mappato tutto il territorio, che conta oggi quasi mezzo milione di alberi, mentre nei comuni dell’hinterland ne sono stati stimati cinque milioni e mezzo.

Entro il 2030 si avrà quindi un 50 per cento in più di polmone verdeIl piano, che include non solo informazioni sulle aree di intervento ma anche sui costi, verrà presentato il 21 novembre alla sessione del World forum on urban forests presso la Triennale di Milano. Gli interventi saranno sia di grosse che piccole dimensioni e verrà realizzato un grande parco metropolitano. Il Politecnico di Milano ha già completato una mappatura delle scuole che, attraverso un concorso, potranno candidarsi per rendere più verde la propria struttura.

Triennale di Milano, ForestaMi
Il giardino della Triennale di Milano © Leonardo Rizzi/Flickr

Gli alberi saranno posizionati in punti strategici, a scapito delle aree di parcheggio, ma anche negli ex scali ferroviari. La maggior parte verrà piantata fuori dalle mura cittadine: dall’Abbiatense alle stazioni di Albairate e Abbiategrasso, passando per il parco del Grugnotorto, i terreni della Fondazione Ca’ Granda e le iniziative della Fondazione Cariplo.

Tra i privati che hanno deciso di sostenere ForestaMi si distinguono la Fondazione Falck ed Fs sistemi urbani, oltre ad Axa Italia che, in occasione del concerto Know you can organizzato per la città di Milano, ha annunciato il finanziamento di uno dei progetti pilota di ForestaMi che prevede una serie di piantumazioni nei cortili scolastici.

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Il concerto Know you can organizzato da Axa Italia, in cui il gruppo assicurativo ha annunciato il finanziamento pari a 100mila euro per uno dei progetti pilota di ForestaMi © corporate.axa.it

Milano in prima linea contro i cambiamenti climatici

Un comitato di selezione valuterà i progetti che verranno poi annunciati il 21 marzo 2020 in occasione della Giornata internazionale delle foreste. “Piantare alberi, creare boschi, moltiplicare il numero delle piante lungo le strade, nelle piazze, nei cortili, sui tetti e sulle facciate delle nostre città: è il modo più efficace, economico e coinvolgente per rallentare il riscaldamento globale, ridurre i consumi e pulire dalle polveri sottili l’aria che respiriamo”, ha spiegato Stefano Boeri. “La forestazione urbana è oggi in cima alle agende delle grandi metropoli del pianeta e Milano si candida a diventare una delle città protagoniste di una campagna per invertire i cambiamenti climatici nel mondo”.

Per il sindaco di Milano, Beppe Sala, “la battaglia per l’ambiente è una battaglia profondamente politica. Lo sostengo dalla mia candidatura a sindaco. E oggi più che mai ne sono convinto. I giovani di tutto il mondo chiedono alle istituzioni e ai governi di affrontare questo tema con serietà e urgenza. Abbiamo il dovere di dare loro risposte efficaci. Ecologia e sostenibilità continueranno a guidare le nostre scelte – dalla mobilità all’urbanistica – con l’obiettivo di disegnare un progetto sociale più responsabile e consapevole per la Milano del 2030 e oltre”.

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bosco verticale milano boeri
Il Bosco Verticale di Milano dello studio Stefano Boeri architetti © Chris Barbalis/Unsplash

L’efficacia della forestazione urbana

Alla base della candidatura di Milano come simbolo della nuova filosofia urbana c’è un percorso iniziato già dieci anni fa dall’architetto Stefano Boeri, padre del pluripremiato Bosco Verticale. Il tema portato avanti da Boeri e ormai da tanti altri sostenitori è quello dell’urbana forestry e della tutela della biodiversità nelle grandi città.

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Il concetto si basa su tre aspetti principali: fermare l’espansione della città tramite una cintura verde che reintroduca il concetto di confine dell’area urbana ed eviti la cementificazione incontrollata delle campagne; portare i boschi e la biodiversità all’interno delle città per contribuire a mitigare i problemi climatici e d’inquinamento e, infine, promuovere un’architettura che fin dall’inizio consideri la natura come sua parte essenziale.

“ForestaMi rientra sicuramente in questa filosofia per una Milano più verde, più vivibile e resiliente nel futuro. Il piano dei tre milioni di alberi è una visione ambiziosa con cui la città metropolitana gioca un importante ruolo nella politica di forestazione urbana europea e globale. Tre milioni di nuovi alberi significa cinque milioni di tonnellate di CO2 e migliaia di tonnellate di polveri sottili in meno” ha sottolineato Boeri.

“A chi mi chiede se non sia una follia — dichiara lui stesso — rispondo che, se nei prossimi dieci anni ogni abitante dell’area metropolitana piantasse un albero, avremmo raggiunto il risultato. Ho visto lo stesso scetticismo quando abbiamo proposto il Bosco Verticale che adesso ci copiano in tutto il mondo”.

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