A Bipiani di Ponticelli e a Taverna del Ferro, rione del quartiere napoletano di San Giovanni a Teduccio, i prefabbricati costruiti dopo il terremoto dell’80 si stanno trasformando in abitazioni intelligenti.
Scopriamo che cosa ha a che fare un impianto fotovoltaico a silicio policristallino con un filare di ulivi secolari pugliesi.
“Il fotovoltaico sta diventando un grande business – esordisce
l’ingegnere Paolo Rocco Viscontini, presidente di
Enerpoint e ideatore del progetto – molti sono i megawatt
installati negli ultimi tempi e ciò non può essere
che positivo”.
In effetti l’installazione di grandi impianti a produzione
fotovoltaica sta crescendo a ritmo serrato, occupando, a volte,
porzioni di territorio che potrebbero essere destinate ad altri
usi, come ad esempio quello agricolo.
“Non vorrei mai – spiega Viscontini – che qualcuno arrivasse a dire
che il fotovoltaico non va bene perché occupa sterminati
spazi, creando problemi con le attività del territorio che
lo ospita”.
Ed ecco l’idea: perché non fare in modo che le due
diverse attività possano coesistere in simbiosi?
“Credo che il fotovoltaico abbia tutte le carte per rappresentare
una grande opportunità, per rilanciare
molte aree che altrimenti verrebbero abbandonate”.
In che modo? “Integrando l’installazione di impianti
fotovoltaici con l’attività agricola” spiega l’ingegnere.
“Abbiamo creato un’azienda chiamata Agripoint: in
questo modo terreni che prima non venivano utilizzati e vi assicuro
che ce ne sono veramente molti – sottolinea – in qualche modo
rinascono e riacquistano valore”.
L’agricoltura dei piccoli coltivatori, specie al sud, è
in crisi; lavorare la terra non rende più e chi possiede
cinque o dieci ettari di terreno, spesso si trova costretto a
venderlo e ciò significa abbondare una zona ricca di storia
e di tradizioni secolari.
“Affittando o acquistando il terreno si creano delle entrate e
si dà la possibilità ai produttori agricoli di
continuare la propria attività, affiancando quest’ultima
alla produzione di energia”.
Nasce così a Grottaglie, in provincia di
Taranto, il primo Parco Solare Fotovoltaico: una
serie di impianti fotovoltaici perfettamente integrati nel
territorio, contornati da filari di ulivi e coltivazioni.
L’impianto, costituito da 17 sottosistemi da 50 kWp e 10 da 20
kWp per un totale di 991,6 kWp, vede l’impiego di pannelli
fotovoltaici al silicio monocristallino, policristallino, amorfo e
tandem. Tali sistemi, posti nelle stesse condizioni di
irraggiamento, inclinazione e orientamento, permetteranno una serie
di studi comparativi sull’efficienza delle differenti
tecnologie.
L’energia elettrica generata all’interno del parco fotovoltaico
verrà immessa sul mercato elettrico nazionale e
permetterà di evitare l’immissione in atmosfera di circa
800 tonnellate di CO2 l’anno.
Un’idea solare, spinta non solo dal profitto, ma da una passione
per la tecnologia e il rispetto della terra che ci ospita.
Rudi Bressa
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