Francia, caldo estremo: stop allo sci estivo anche a 3.600 metri

Per la prima volta, all’inizio di agosto la stazione sciistica di Les Deux Alpes ha chiuso per mancanza di neve. Causata dalle ondate di caldo estremo

Per toccare con mano le conseguenze della crisi climatica in atto non è necessario andare in Groenlandia per osservare lo scioglimento dei ghiacci, né viaggiare fino agli atolli del Pacifico sommersi dalla crescita del livello dei mari. Basta fare una passeggiate sulle montagne europee.

Niente sci sui ghiacciai

Le Alpi sono infatti particolarmente sensibili agli stravolgimenti del clima. I suoi ghiacciai sono in ritirata ormai da decenni e gli eventi meteorologici estremi di questa estate li hanno messo ancor più dura prova. Soprattutto in Francia, nazione che ha vissuto due ondate di caldo storiche, una alla fine di giugno e una nel corso del mese di luglio. Tanto da aver fatto registrare la temperatura massima più alta di sempre, con 45,9 gradi centigradi raggiunti nel pomeriggio del 28 giugno.

A farne le spese è stata anche la stazione sciistica di Les Deux Alpes, le cui piste arrivano a quasi 3.600 metri di altitudine. Secondo quanto riportato dal quotidiano locale Le Dauphiné Libéré, all’inizio del mese di agosto i responsabili del comprensorio sono stati costretti a chiudere gli impianti di risalita che portano gli sciatori sui ghiacciai. Per mancanza di neve.

Secondo quanto riportato dalla stampa francese, si tratta della prima volta nella storia. “Normalmente – scrive il quotidiano 20Minutes – gli sportivi possono sfruttare le piste sui ghiacciai fino alla fine del mese di agosto per sciare”. Thierry Hugues, responsabile della sicurezza degli sciatori a Les Deux Alpes, ha spiegato all’emittente France Bleu Isère che “la fusione della neve ha subito un’accelerazione rispetto agli anni precedenti”.

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Le piste deserte alla stazione sciistica di Les Deux Alpes, in Francia. Immagine tratta dal sito www.skipass.com

“Le stazioni sciistiche al di sotto dei 1.800 metri sono condannate”

Quest’anno, il comprensorio ha aperto soltanto per 55 giorni: normalmente sono 80. Per il resto del tempo i turisti si sono dovuti accontentare del panorama o di altre attività compatibili con la stagione estiva. Già nel 2015, d’altra parte, uno studio presentato nella città transalpina di Grenoble, firmato da un gruppo di ricerca del Cnrs (Consiglio nazionale della ricerca scientifica) diretto dal glaciologo Jérôme Chappellaz, aveva spiegato che sono almeno 100 le stazioni sciistiche francesi con poche speranze di sopravvivere ai cambiamenti climatici.

A Col de Porte – 1.326 metri d’altitudine sul massiccio della Chartreuse, a poche decine di chilometri dall’Italia – dal 1960 ad oggi la colte di neve d’inverno è scesa da una media di 120 centimetri agli attuali 50. “Entro un decennio, due al massimo – aveva aggiunto il Cnrs – tutti le piste da sci al di sotto dei 1.800 metri sono condannate. La neve scenderà di tanto in tanto, ma ormai non c’è altro da fare se non pensare alla loro riconversione”.

Immagine di apertura tratta da YouTube.

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