Fuorisalone 2015. Dall’Università degli studi di Milano, nuova energia per la creatività

Artigianato, tecnologia, arredo urbano con materiali nobili quali legno, acciaio e vetro. Da Interni nuova energia alla creatività.

Anche quest’anno non poteva mancare l’evento organizzato da Interni, arrivato ormai alla sua 18ma edizione. Energy for Creativity la declinazione del 2015, che intende dare nuova linfa alla creatività, puntando al miglioramento dell’ambiente di vita delle persone e dell’intera comunità.

 

Per questo Interni ha raccolto intorno alla cornice dell’Università Statale una serie di progettisti di fama internazionale e di aziende conosciute nel campo dell’innovazione e della ricerca, per sviluppare nuove proposte sia su scala domestica che globale. Artigianato, tecnologia e molti materiali classici come vetro, legno e acciaio.

 

Camera Chiara di Annabel Karim Kassar

Installazione composta da due padiglioni realizzati in acciaio e legno, dalla finitura bruciata. Il progetto vuole raccontare, attraverso una struttura che ricorda i rifugi provvisori del Libano, la vita quotidiana e le esperienze di lavoro degli artigiani locali. Ecco allora una porzione di un soggiorno di una casa libanese, mentre di fronte una camera oscura addobate con cuscini realizzati rigorosamente a mano da artigiani di Beirut. Per un giorno, suoni, colori, arredi provengono dall’altra parte del Mediterraneo.

 

Future Flowers di Daniel Libeskind

I fiori del futuro, dalle forme geometriche definite e dal colore acceso. L’installazione, realizzata in collaborazione con Oikos, azienda impegnata nella ricerca di soluzioni innovative e sostenibili è un colpo di linee e colore. Come definita dallo stesso designer: “Questa installazione è stata realizzata con ogni sorta di strumenti di precisione, tra cui matite, partiture, pixel, coltelli, motoseghe, boccioli di fiori, pennelli e bombolette spray.

 

Black Hole di Steve Blatz e Antonio Pio Saracino

Un padiglione realizzato in legno, acciaio e vetro. Pensato per essere un luogo di sosta, di ricarica: un buco nero che assorbe energia, che riflette l’ambiente circostante e forma linee morbide e rilassanti. All’interno una seduta dove dedicarsi qualche minuto.

 

We love We care di Philippe Starck

 

Il creativo francese, famoso per le sue creazioni iconiche, presenta un proggeto di street food, dove offre ai visitatori un elisir, una bevanda creata appositamente per l’evento, a base di ingredienti naturali: mirtillo, sambuco e ibiscus. L’obiettivo è di tornare all’essenza del design ricordando che “il dovere del designer è di offrire un servizio, trovare soluzioni, proporre il meglio per rendere più facile e bella la vita quotidiana”.

 

Immagini © Rudi Bressa. Rendering Black Hole © Steve Blats, Antonio Pio Saracino. Disegno We Love We Care © Philippe Starck

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