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Il giardino delle quattro stagioni, un percorso tra i cicli della natura al CityLife di Milano

Lo studio Carlo Ratti Associati svela il nuovo progetto per Citylife: un giardino high-tech dove le quattro stagioni coesisteranno insieme per tutto l’anno.

Lo studio internazionale di progettazione e innovazione Carlo Ratti associati insieme a CityLife, complesso residenziale a Milano, ha svelato il Giardino delle quattro stagioni, una serra grande 2.500 metri quadri dove le stagioni coesisteranno contemporaneamente per tutto l’anno. Il progetto sfrutta un nuovo sistema di controllo climatico ad alta precisione attraverso il quale l’energia solare in entrata viene raccolta da pannelli fotovoltaici e ridistribuita tra i diversi settori stagionali con consumo energetico pari a zero. L’obiettivo è recuperare un rapporto più stretto tra abitanti urbani e cicli naturali.

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giardino delle quattro stagioni
Un rendering del giardino hi-tech progettato dallo studio Carlo Ratti associati dove le quattro stagioni coesisteranno insieme per tutto l’anno © Carlo Ratti associati

Cos’è il Giardino delle quattro stagioni

Il progetto parte dall’idea di Barbara Römer, consulente strategico specializzato nello sviluppo culturale dei contesti metropolitani. La struttura trasparente che proteggerà il giardino sarà una membrana di Etilene TetrafluoroEtilene (Efte), un materiale riciclabile estremamente resistente e reattivo con un peso 99 volte inferiore a quello del vetro, e a zero consumo energetico. Grazie a dei sensori la struttura si aprirà e chiuderà in modo da regolare le condizioni ambientali interne e gestire così le due componenti fondamentali per la crescita delle piante: l’illuminazione e il calore. Controllando costantemente questi due fattori il sistema consentirà alla metamorfosi delle piante di seguire i cicli stagionali. Inoltre ulteriori trasferimenti di calore tra i padiglioni, quando necessari, consentiranno a ogni area di raggiungere le condizioni climatiche “intermedie” desiderate.

padiglione autunno
Uno dei quattro padiglioni, quello riservato alla stagione dell’autunno © Carlo Ratti associati

Il recupero del dialogo tra persone e natura

In un unico spazio e con un percorso che li conduce dalla primavera all’inverno, i visitatori potranno passeggiare attraversando le stagioni, osservando la trasformazione della natura e interagendo con le piante in diversi modi. Lo scopo del progetto è quello di permettere agli abitanti urbani di entrare maggiormente in connessione con i cicli della natura, in particolare delle piante, ma anche “di cucire passato e futuro in un’idea ispirata all’antica fontana Le quattro stagioni situata nelle vicinanze, in piazza Giulio Cesare”, spiega Andrea Cassi, project manager di Carlo Ratti associati. “Il nostro scopo era quello di creare un parallelismo simbolico con il passato, proiettando il vecchio tema delle quattro stagioni nel futuro grazie all’adozione di tecnologie sostenibili all’avanguardia”.

padiglione inverno
Grazie all’adozione di tecnologie sostenibili all’avanguardia il giardino permetterà ai visitatori di osservare la trasformazione della natura nel tempo e interagire con essa © Carlo Ratti associati

L’importanza dei cambiamenti climatici

Con l’utilizzo di un sistema di controllo climatico a energia netta zero l’attenzione verrà anche posta sui cambiamenti climatici, peraltro tema esplorato dallo stesso studio in precedenza attraverso i progetti Cloud cast e Sun&Shade. “Appurato che i cambiamenti climatici potrebbero diventare sempre più repentini ed estremi, l’importanza di prevedere strategie per il controllo aumenterà esponenzialmente – spiega l’architetto Carlo Ratti, fondatore dello studio –. È stata proprio questa considerazione a spronare il progetto, con cui vogliamo inaugurare una nuova tecnica per un sostenibile ed empatico internet delle piante”. Il nuovo giardino milanese non mira infatti a far dialogare solamente gli spazi tra loro: le piante sono il vero punto di connessione con le persone e con la struttura che le ospita grazie a speciali sensori e nuove tecnologie che misureranno la quantità di acqua, la temperatura, l’umidità e le sostanze nutrienti necessarie per ogni specie che a sua volta manderà informazioni sul proprio stato di salute.

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La copertura Sun&Shade. Grazie alla sua tecnologia consente di avere spazi all’aperto con temperature confortevoli tutto l’anno, producendo anche energia elettrica pulita © Carlo Ratti associati

L’internet delle piante

Il concetto, conosciuto meglio come “internet delle piante”, è semplice ma allo stesso tempo di portata immensa: l’idea è che il mondo vegetale diventi collegato con noi in rete e che sia in grado di fornirci informazioni sull’ambiente. Ogni pianta dovrà essere dotata di un biochip, ovvero un microchip contenente materiali organici, che “tradurrà” i segnali chimici che le piante emettono e si scambiano normalmente in una serie di parole o frasi comprensibili. Ogni albero o ogni cespuglio potrà così segnalarci cambiamenti atmosferici, dati sull’inquinamento e tutte quelle informazioni che sono necessarie per la loro sopravvivenza, e che per noi sarebbero fondamentali per migliorare la nostra qualità della vita e il rapporto che abbiamo con il pianeta. 

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Contrariamente a quanto siamo stati abituati a pensare le piante non sono degli organismi passivi ma comunicano tra loro attraverso una vasta rete sotterranea creata dalle ife fungine

Il progetto non solo affronta alcuni argomenti rilevanti come i cambiamenti climatici, il consumo energetico, l’utilizzo di nuove tecnologie all’avanguardia, ma rappresenta soprattutto un’ulteriore iniziativa per poter fare di CityLife un luogo da vivere non solo come residenti passivi ma da cittadini coinvolti, in contatto con la natura nel cuore di un contesto fortemente urbanizzato.

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